17-settembre-2009

Il 17 settembre 2009, un attentato suicida talebano fa esplodere un convoglio italiano

Il 17 settembre 2009, a Kabul un attentato suicida talebano fa esplodere un convoglio italiano, muoiono 6 paracadutisti della Folgore e 4 in gravi condizioni. Si tratta del più grave attentato dopo quello di Nassiriya nel 2003.

Sulla strada per l’aeroporto, un’auto con 150 chili di esplosivo si lancia contro due blindati italiani. Lo scoppio si sente a chilometri di distanza. Muoiono sei paracadutisti della Folgore, altri quattro militari, tre paracadutisti e un aviere, restano feriti. Molte sono le vittime anche tra i civili, oltre 20 afgani che affollavano un mercato vicino sono stati uccisi e altri 60 sono rimasti feriti.

Il convoglio assaltato rientrava al quartier generale del contingente Isaf dopo aver raccolto all’aeroporto un paio di paracadutisti appena sbarcati dall’aereo che li riaccompagnava a Kabul al termine di una licenza in Italia. All’altezza del check point che controlla il traffico verso l’aeroporto, la Toyota bianca carica di esplosivo si è lanciata contro il primo mezzo del convoglio.

E’ stata una carneficina. Nessun soldato a bordo di quel blindato ha avuto scampo. Le fiamme hanno raggiunto anche il secondo Lince, sul quale è morto un altro soldato e sono rimasti feriti gravemente i quattro commilitoni che erano con lui.

Un’esplosione devastante. Decine di veicoli hanno preso fuoco. Lo scoppio è stato così violento che sull’asfalto ha provocato un cratere profondo quasi un metro. In quel momento il mercato vicino era affollato di gente che faceva la spesa per la fine del Ramadan.

Quello a Kabul è il più grave attentato subito dalle truppe italiane dalla strage di Nassiriya, in Iraq, del 12 novembre 2003. Allora l’esplosione di un camion-cisterna davanti alla base italiana Msu dei Carabinieri provocò 28 morti, 19 italiani, 12 carabinieri, cinque militari dell’Esercito, due civili di una troupe che girava un documentario, e nove iracheni.