22-luglio-1981

Il 22 luglio 1981, Ali Ağca viene condannato all’ergastolo

Il 22 luglio 1981, Ali Ağca, l’attentatore di Papa Giovanni Paolo II,  viene condannato all’ergastolo. ll 13 maggio 1981, pochi minuti dopo l’ingresso di Karol Wojtyła in piazza San Pietro per l’udienza generale, Ali Ağca sparò due colpi di pistola al Papa. Wojtyła fu presto soccorso, portato in ospedale ove fu sottoposto a vari interventi chirurgici, e sopravvisse.

Fuggendo subito dopo, Ali Ağca raggiunse il colonnato di piazza San Pietro, ma fu fermato da alcuni astanti. Urtando inavvertitamente con il braccio una suora lì presente, gli cadde in terra l’arma. Riprese la corsa, ma, ormai disarmato, fu definitivamente bloccato e arrestato. Il 22 luglio 1981, dopo otto giorni di processo per direttissima, i giudici della corte d’assise condannarono Mehmet Ali Ağca all’ergastolo per tentato omicidio di Capo di Stato estero. Ali Ağca rinunciò a presentare appello contro la sentenza di condanna, la cui motivazione esplicitava che l’attentato “non fu opera di un maniaco, ma venne preparato da un’organizzazione eversiva rimasta nell’ombra“.

La difesa sostenne, invece, che Ali Ağca aveva agito da solo, in preda a una schizofrenia paranoica, mossa dal desiderio di diventare un eroe del mondo musulmano. Il 12 marzo 1982 il Consiglio nazionale di sicurezza turco confermò la condanna a morte di Ali Ağca per l’uccisione del giornalista Abdi İpekçi. Una successiva amnistia commutò la pena in dieci anni di reclusione.

Nel 1982, tuttavia, Ali Ağca cambiò versione e cominciò a parlare di una “pista bulgara” che avrebbe collegato l’attentato al Papa al KDS, i servizi segreti della Bulgaria comunista. Venne anche individuato un presunto complice, Oral Çelik, che sarebbe intervenuto in caso di fallimento di Ali Ağca.

Nel 1983 Giovanni Paolo II, due giorni dopo Natale, fece visita all’attentatore nel carcere romano di Rebibbia. I due parlarono da soli per lungo tempo e la loro conversazione è rimasta privata.