24-agosto-2016

Il 24 agosto 2016, il terremoto di Amatrice

Il 24 agosto 2016, alle ore 3.36, con un terremoto di magnitudo 6.0 nei pressi di Amatrice prende il via quella che l’INGV definirà la sequenza sismica Amatrice-Norcia-Visso, con 140 comuni e circa 600mila persone coinvolte. 

L’epicentro fu tra Accumoli e Arquata del Tronto, due comuni distanti pochi chilometri tra Lazio e Marche. I comuni di Amatrice, Accumoli, e Arquata del Tronto vengono devastati. Pescara del Tronto, frazione di Arquata, viene praticamente rasa al suolo.

Sotto le macerie restano 299 vittime: 237 ad Amatrice, 51 ad Arquata, quasi tutte nella frazione di Pescara, e 11 a Accumoli. È il culmine della stagione turistica, nei territori colpiti si trovano visitatori ed ex residenti tornati nelle seconde case per la stagione estiva.

Ingenti i danni a case, edifici pubblici, imprese, strade, beni culturali non solo nei tre comuni, ma anche nei centri vicini, e anche in Umbria, la stessa notte viene registrata una scossa di magnitudo 5.4 a Norcia.

I primi sfollati vengono accolti negli alberghi di San Benedetto del Tronto, lungo la costa. Viene stilato un elenco di 62 comuni compresi nel cratere sismico.

Dopo la scossa di agosto, il 26 ottobre 2016 due scosse con epicentro tra i Comuni di Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera, devastano l’area dell’Appennino umbro-marchigiano: la prima alle 19:11 con magnitudo 5.4 e la seconda alle 21:18 con magnitudo 5.9.

Ci sono danni e crolli anche nelle località circostanti. A Camerino un campanile si abbatte su una casa: al momento del crollo non c’è nessuno, gli occupanti erano usciti dopo la prima scossa. Pochi giorni dopo, il 30 ottobre, si registra alle 7:40 una scossa di magnitudo 6.5, la più forte in Italia degli ultimi trent’anni, spiega l’INGV nel suo rapporto di sintesi sul sisma. L’epicentro è tra Norcia, Preci e Castelsantangelo sul Nera.

Il sisma fa crollare la basilica di San Benedetto a Norcia, distrugge la frazione di Castelluccio di Norcia e fa peggiorare i danni segnalati in tutta l’area sino ad Arquata del Tronto e Amatrice.

Inagibili gli ospedali di Tolentino e Amandola. Il movimento tellurico viene avvertito in tutta Italia, fino in Austria e lungo la costa balcanica.