25-agosto-1975

Il 25 agosto 1975: Bruce Springsteen pubblica l’album Born to Run

Il 25 Agosto 1975 esce “Born to Run”. il terzo album di Bruce Springsteen. L’album che è entrato di diritto nella storia della musica è stato pubblicato quando il Boss aveva solo 26 anni.

La storia del rock è passata per “Born To Run”. Ci è passata e si è arricchita. Era il 1975 e Springsteen aveva già pubblicato due album di notevole spessore ma, nonostante ciò, non era ancora stato notato dal grande pubblico.

Springsteen aveva avuto campagne promozionali in cui veniva indicato come il “Nuovo Dylan” in occasione dell’uscita del primo LP e come il “Poeta della strada” in occasione della pubblicazione del secondo.

Che se ne rendesse conto o no, con due album ancora “aspri” alle spalle, la risposta alla presunta grandezza di Springsteen era tutta affidata al terzo disco.

Alle spalle di questo disco vi sono stati interminabili ed angosciosi set di registrazione, perché oramai si sentiva di avere il fiato sulle spalle delle case discografiche e del pubblico.

Ma il frutto di questo incredibile ed interminabile impegno sarà il disco della maturità del cantante. Quello che cerca è un misto di Wall of Sound di Phil Spector, blues, R’ n B’ e rock and roll. Questo disco sarà contrassegnato dalla drammaticità e dalla epicità delle canzoni e, soprattutto da un sound assolutamente grandioso.

Il disco inizia come meglio non si potrebbe con “Thunder Road”. Con delicate note di pianoforte ed armonica in sottofondo ed, a seguire, una dolce chitarra. Un crescendo. Lenta, dolente, fa innamorare per sempre chi la ascolta dopo solo 10 secondi. Provare per credere.

Questa strada, con la sua promessa di libertà, mostra per la prima volta, il desiderio di fuga verso qualcosa e con qualcuno, di inseguimento di un sogno che si può realizzare credendoci, correndo e abbandonando la vita quotidiana, affidandosi ad un auto ed una chitarra.

Una promessa di qualcosa di meglio di quello che ci può riservare il presente. Quasi ogni verso di “Thunder Road” sintetizza la poetica di Bruce e l’intero testo rimane una delle sue composizioni più grandi in assoluto. 

Il tema centrale è il desiderio di fuga. La canzone ha inizio con l’accorato invito del protagonista a Mary perché lo segua: “la porta sbatte, il vestito di Mary svolazza, come una visione lei balla sotto la veranda, mentre la radio suona, Roy Orbison canta per i solitari“.