25-gennaio-1983

Il 25 gennaio 1983, Il Sostituto Procuratore di Trapani Giangiacomo Ciaccio Montalto viene ucciso

Il 25 gennaio 1983, verso le 1:30, Giangiacomo Ciaccio Montalto venne ucciso a Valderice da tre uomini armati di mitraglietta e due pistole calibro 38 mentre rientrava a casa. I vicini non avvertirono le autorità perché sospettavano fossero spari legati ai cacciatori di frodo e così il corpo esanime del magistrato venne ritrovato da un pastore solo alle 6:45.

 Quando fu ucciso era in procinto, pochi giorni ancora, di lasciare la Procura di Trapani per andare a quella di Firenze. Ecco la storia è questa. Gli anni, metà del 1980, erano quelli in cui a Trapani sentivi dire che la mafia non esisteva, e invece Ciaccio Montalto era uno di quelli che ne aveva registrato la presenza in tanti faldoni d’indagine, a cominciare da quelli che riguardavano l’inquinamento del golfo di Monte Cofano, una zona splendida tra Erice e Custonaci, una conca tra terra e mare ricca di bellezze naturali, e ancora nelle inchieste che portavano al riciclaggio del denaro sporco dentro le imprese, società, le banche.

Lui da magistrato attento avvertì la “puzza” della mafia corleonese, colse la scalata a Trapani dei “viddani” di Riina, sentì il “tanfo” della morte che di lì a poco, non risparmiando nemmeno lui, avrebbe fatto la sua comparsa e colse le infiltrazioni mafiose dentro gli uffici della giustizia, delle istituzioni, perché la mafia era già riuscita a incunearsi dentro lo Stato per diventare essa stessa Stato.

Quarantenne sposato, lasciò la moglie, Marisa La Torre, e tre figlie, Marene, Elena e Silvia di 12, 9 e 4 anni. Era figlio di siciliani, ma non era nato in Sicilia ma a Milano dove allora suo padre Enrico lavorava, pure lui magistrato di grande spessore tecnico e che fu presidente di sezione della cassazione.