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Il 28 aprile 1945; muore Benito Mussolini

Il 28 aprile 1945 a Giulino, frazione del comune di Mezzegra, provincia di Como, muore Benito Mussolini. Fu ucciso con colpi di arma da fuoco insieme all’amante Clara Petacci. Gli altri gerarchi fascisti con i quali era stato catturato furono invece fucilati a Dongo, luogo della sua cattura.

Mussolini, dopo che era stato destituito il 25 luglio 1943, era costretto a vivere sul lago di Garda, dove si era insediato, per volere di Hitler il nuovo governo della Repubblica sociale italiana. Finito e braccato, temeva di essere sempre sotto controllo e in pericolo, e all’inizio del 1945 decise di cercare una soluzione politica.

Alla fine decise di andare a Milano, dove il cardinale e arcivescovo Ildefonso Schuster era pronto a mediare con gli alti gradi partigiani. L’incontro fu fissato proprio per il 25 aprile, giorno dell’insurrezione di Milano. Ma le cose non andarono come si era immaginato.

Quando arrivarono i delegati del Comitato di liberazione nazionale Alta Italia uno di loro, Achille Marazza, chiese senza mezzi termini a Mussolini la resa incondizionata. Poco dopo arrivò anche la notizia che i tedeschi in Svizzera stavano trattando una resa separata.

Nonostante il parere contrario dei gerarchi, alle 20 Mussolini, si mise in marcia, destinazione Como. Il 26 aprile, a Menaggio, lo raggiunse Claretta. I gerarchi non erano affatto contenti della presenza della Petacci. La ritenevano infatti la causa di molti errori politici del duce.

Per quanto difficile, una decisione andava presa. Mussolini non era solo. Lo accompagnava una colonna di automezzi. A Musso la colonna fu bloccata una prima volta, il 27 aprile, da un gruppo di partigiani guidati dal comandante “Pedro“.

Poco più avanti, a Dongo, il convoglio venne di nuovo fermato dalla 52a Brigata Garibaldi. Qui partigiani trovarono il duce con un cappotto militare tedesco, armato e con la preziosa borsa dei documenti stretta tra le braccia. Riconosciuto e arrestato, fu portato nel municipio di Dongo.

La mattina del 28 aprile Benito Mussolini e Claretta Petacci furono fucilati davanti a questo cancello di Villa Belmonte. A sparare, secondo la versione ufficiale, fu il colonnello partigiano “Valerio”, Walter Audisio.