3-ottobre-1990

Il 3 ottobre 1990, le due Germanie si riuniscono

Il 3 ottobre 1990, i cinque Länder della Germania orientale aderiscono formalmente alla Repubblica Federale Tedesca.  È la riunificazione: dopo quarantuno anni di divisione, la nazione tedesca torna ad essere un unico stato.

Nell’estate del 1945 gli Stati Uniti, l’Unione Sovietica, il Regno Unito e la Francia si riuniscono un’ultima volta con la Conferenza di Potsdam. Durante questo incontro le grandi potenze decidono il finale della Seconda Guerra Mondiale e progettano l’assetto politico del dopoguerra, con particolare interesse circa la situazione della Germania. 

Gli Alleati dividono l’ex Terzo Reich in quattro zone di occupazione militare: i francesi a sud – ovest, gli inglesi a nord – ovest, gli americani a sud e i sovietici a est. Anche la capitale Berlino, in quanto sede del Consiglio di controllo alleato, viene divisa in quattro settori. L’obiettivo generale è quello di evitare che la Germania ritorni unita, potente e bellicosa.

Questo equilibrio precario crolla con lo scoppio della guerra fredda.  La differenza di vedute politiche ed economiche dà origine a due sfere di influenza.

Da una parte, quella occidentale e democratica, guidata dagli Stati Uniti. Dall’altra, quella orientale e comunista, con a capo l’Unione Sovietica. La tensione crescente si riflette anche sull’assetto imposto alla Germania.

Nel 1949 i tre settori occidentali si uniscono e formano la Repubblica Federale Tedesca, filo – americana. Viceversa, la zona orientale diventa la Repubblica Democratica Tedesca (DDR), filo – sovietica.

Durante gli anni ’50, sia Stalin che i governanti occidentali propongono tentativi di riunificazione, sempre fallimentari. Si sviluppano così due nazioni. Quella occidentale adotta una politica democratica ed un’economia di mercato. Quella orientale instaura un governo autoritario ed un’economia pianificata di stampo sovietico.

I rapporti tra la DDR e la Germania occidentale restano tesi fino al 1969. Nasce la Ostpolitik: in quell’anno il governo di Bonn inizia ad avvicinarsi alla DDR, nel nome del motto “due stati tedeschi in una nazione tedesca”. I due Stati avviano rapporti diplomatici fra di loro e nel 1973 entrano a far parte delle Nazioni Unite.

Nello stesso periodo mutano anche gli equilibri della guerra fredda. Dopo la “corsa alle armi” dei primi anni ’80, nel 1985 il Partito comunista sovietico ha un nuovo segretario: Michail Gorbačëv. Con lui inizia un periodo di riforme (la perestrojka) che apre la porta alla proprietà privata ed agli investimenti esteri. Gorbačëv introduce anche la glasnost, “l’apertura”, nel tentativo di aumentare la libertà di stampa e la trasparenza e di ridurre l’autoritarismo del governo.

È grazie a tutto questo che diventa possibile ripensare ad una riunificazione della Germania. Nell’estate del 1989 l’Ungheria è il primo paese del blocco orientale che apre le sue frontiere all’Occidente. Entro settembre più di 13.000 abitanti della DDR lasciano il paese passando attraverso l’Ungheria.

È lo stesso Gorbačëv, durante una visita a Berlino in occasione del 40° anniversario della DDR, a spingere il governo dell’Est ad attuare le riforme, ma senza successo.

Il malcontento aumenta e il 18 ottobre 1989 il presidente del Consiglio Stato, Erich Honecker, si dimette, mentre la fuga verso ovest non si arresta. Il 7 novembre si dimette anche il nuovo governo: due giorni dopo il Muro di Berlino è aperto.

Subito dopo l’apertura del Muro di Berlino si comincia a progettare la Germania unita.