30-novembre-1979

Il 30 novembre 1979 i Pink Floyd pubblicano l’album “The Wall”

Era il 30 novembre del 1979 quando i Pink Floyd pubblicarono “The Wall“: una copertina sagomata con mattoni bianchi, contornati di nero, con su scritti in stampatello nome della band e titolo dell’album.

Nei negozi di dischi del Regno Unito uscì così l’album destinato a conquistare numerosi dischi d’oro e di platino in tutto il mondo, dagli Stati Uniti all’Europa. Il singolo “Another brick in the wall“, uscito 7 giorni prima, era già al secondo posto dei più venditi in Inghilterra.

Composto di 26 brani, che alternano ballate strazianti a sonorità heavy, l’opera è strutturata secondo i canoni dell’album concept, in cui tutte le canzoni vertono su unico tema o sviluppano insieme una storia.  

Protagonista di questa storia è l’immaginaria rockstar Pink, che vede la sua esistenza condannata all’isolamento da un muro invalicabile, eretto su traumi vissuti in giovanissima età (la morte del padre in guerra), nel corso dell’adolescenza (l’iperprotettività della madre e la spersonalizzazione della scuola) e da adulto (il divorzio dalla moglie). 

Si tratta di un personaggio fortemente autobiografico, dietro cui si cela il bassista George Roger Waters, autore di gran parte dell’album a cominciare dalla celebre Another Brick in the Wall: l’introduzione affidata al suono dell’elicottero rimanda alla perdita del padre in guerra e all’inizio della costruzione di quel muro che lo condanna all’isolamento.

 Curiosità

Il coro dei bambini nel brano “Another brick in the wall part 2“, si portò dietro una coda polemica partita nel 2004 quando, venticinque anni dopo l’uscita del disco, i componenti, ormai cresciuti, si rivolsero all’avvocato Peter Rowan, esperto in diritto musicale, per fare causa ai Pink Floyd perché non erano stati pagati per la loro performance. 

Si trattava di poche centinaia di sterline a testa, ma per i ragazzi, ormai cresciuti, era “una questione di principio”.