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Il 29 maggio, a Istanbul, si disputerà la finale di Champions League della stagione 2020-2021, le finaliste saranno due squadre inglesi.

Tanto talento in Inghilterra

Sono diversi anni che i migliori calciatori del mondo militano in Premier League.
Non a caso, quest’anno, saranno due club inglesi, Manchester City e Chelsea, a contendersi la coppa dalle “grandi orecchie”. Quasi sicuramente il Manchester United, forte del vantaggio di sei reti, eliminerà la Roma e approderà alla finale di Europa League.

Via vai di giocatori

La Premier League negli ultimi anni ha vissuto un calcio-mercato molto ricco; in tanti sono arrivati e vari giocatori sono partiti. Proprio l’Inter ha prelevato dal massimo campionato inglese, giocatori del calibro di Lukaku, Moses, Eriksen, Young e Sanchez. La Roma ha acquistato Pedro e Mkhitaryan.

Carlo Ancelotti, trasferitosi in Inghilterra dopo aver lasciato il Napoli, ha portato all’Everton Allan e James Rodriguez.
Il Chelsea ha fatto di recente una grande campagna di acquisti. Sono arrivati alla squadra di Tuchel, Thiago Silva, Timo Werner e Kai Havertz che si erano distinti l’anno prima in Bundesliga, Ben Chilwell e Ziyech.

Il Wolverhampton Wanderers ha acquistato dal Barcellona il terzino destro Nelson Semedo. Dal Real Madrid arriva, anche se in prestito, all’Arsenal, un giocatore molto promettente; Martin Odegaard.

Il successo del calcio inglese

Il suo successo si fonda su intuizioni geniali risalenti ad un decennio fa e su un modello gestionale della Lega che non ha pari nei principali campionati europei. Tutti sanno che la Premier è il campionato che ha i maggiori ricavi complessivi dalla vendita dei diritti televisivi sia in patria sia all’estero. In tanti però non si sono mai chiesti come mai si sia venuta a creare questa sproporzione con gli altri campionati.

Gli inglesi, qualche anno fa, hanno avuto l’idea di andare a vendere i loro diritti in Oriente e di programmare l’orario delle partite sulla base del prime time orientale. Sono nate così le partite a mezzogiorno e, soprattutto, i big match in quell’orario.

All’inizio in tanti sorridevano dinanzi a questa scelta singolare della Premier. Tale scelta tuttavia si è rivelata vincente ed ha portato la Premier ad incrementare i ricavi televisivi sino a raggiungere quota 4 miliardi di euro in un anno. I tifosi inglesi restano incollati alla tv in qualsiasi momento della giornata per seguire il campionato.

In Premier League, il fatto che non solo i top club possano permettersi l’acquisto di giocatori di qualità, porta ad un aumento della competitività e dell’incertezza del campionato. Non a caso, negli ultimi 5 anni il campionato inglese è stato vinto due volte dal Chelsea, una volta dal City, una volta dallo United e una volta dal Leicester.

In Italia invece, da otto anni, si assiste al dominio incontrastato della Juventus che, non solo vince, ma fa fatica persino ad incontrare dei competitor. Chiaro che, più è incerto l’esito, più il campionato attira spettatori. L’aumento della competitività di tutte le squadre di Premier League porta ad una maggior diffusione dei brand della Premier in tutto il mondo, all’aumento dei tifosi delle squadre inglesi ed alla diffusione del brand (utile a dare impulso al mercato delle maglie).

Gli stadi inglesi

Gli stadi inglesi sono stati ubicati all’interno del tessuto urbano: si pensi allo Stamford Bridge del Chelsea, immerso nel benestante quartiere londinese di Fulham, oppure al quartiere settentrionale di Highbury, dove sorge l’Emirate Stadium dell’Arsenal.

Strutture di notevole capienza, dove si recano abitualmente tifosi sfegatati, insieme a famiglie con pargoli al seguito: sono ragionevolmente tranquilli, perché sanno che queste strutture non sono più zona franca per teppisti.

Qui il problema degli hooligans è stato affrontato e risolto a tempo debito senza tolleranze pelose sia da parte delle Autorità che delle Società sportive.

By Riccardo De Rosa

Sono un appassionato di scrittura e giornalismo, nato a Napoli nel 2000. Studio Culture digitali e della Comunicazione alla Federico II.