10-luglio-1976

Il 10 luglio 1976, nube di diossina a Seveso

Il 10 luglio del 1976 si è verificato uno dei più gravi incidenti ambientali della storia italiana: una nube di diossina si è sprigionata dalla fabbrica di cosmetici dell Icmesa a Seveso, in Brianza. Nel reparto ”B” dello stabilimento, dove avviene la distillazione del triclorofenolo, la temperatura di un reattore balza vertiginosamente sopra il limite di sicurezza di 175 gradi centigradi.

La valvola di sicurezza entra in funzione e rilascia all’esterno, per circa mezz’ora una ”nuvola bianca” contenente circa due chilogrammi di diossina, una sostanza estremamente tossica, che il vento spinge in direzione del vicino abitato di Seveso.

Il primo segnale della tragedia furono alcune pecore morte, poi malesseri alla popolazione. Solo dopo giorni l’azienda ammise che si era verificato un guasto agli impianti con fuoriuscita di una sostanza, che da allora diventò famosa, la diossina.

Scattò immediatamente l’allarme, ma l’incidente non aveva precedenti, nessuno sapeva bene cosa fare. Per precauzione vennero sgomberate tutte le case nei pressi della fabbrica, la città divisa in zone, A, B, secondo il grado di pericolosità ambientale, recintate e chiuse . Spuntarono i cartelli ”Attenzione, zona pericolosa”, ”Zona inquinata”.

Ci furono i primi casi di cloracne, una malattia della pelle di cui alcuni non sono mai guariti. Il rischio maggiore, secondo gli esperti, quello dei tumori ma anche delle malformazioni al feto.

Il 19 luglio grazie alle analisi del laboratorio chimico provinciale di Milano, viene confermata la presenza della diossina. Solo allora che l’azienda ammette l’incidente. Il 24 agosto 1976 gli abitanti della zona più inquinata vengono fatti evacuare.

Le colture vengono distrutte così come abbattuti gli animali da cortile. Un anno dopo i casi accertati di dermatite devastante sono più di 200. Nell”81 gli impianti Icmesa vengono abbattuti e nel 84 nella zona A nasce un parco urbano.