10-maggio-2006

Il 10 maggio 2006, Napolitano è eletto presidente della Repubblica

Il 10 maggio 2006, alla quarta votazione, con 543 preferenze, Giorgio Napolitano è eletto undicesimo presidente della Repubblica Italiana. Senatore a vita, già ministro dell’Interno, è il primo capo dello Stato a provenire dalle file dell’ex partito comunista italiano. E’ la prima volta di un ex comunista al Quirinale.

Irrilevante il ruolo dei franchi tiratori. Il centrodestra per blindare il rispetto dell’indicazione di schieramento, ha “obbligato” i suoi grandi elettori a passare attraverso la cabina a tutta velocità.

Esitare qualche istante dietro la tendina equivaleva ammettere che si stava scrivendo qualcosa sulla scheda, anziché depositarla bianca nell’insalatiera. Una tattica di controllo sulla quale Romano Prodi non ha potuto fare a meno di ironizzare: “Correvano come bersaglieri“.

Dissenso alla luce del sole rispetto alle indicazioni di coalizione, invece, da parte dell’ex segretario dell’Udc, Marco Follini che ha dichiarato di aver votato Napolitano così come Giulio Andreotti. 

La prima telefonata al neopresidente è arrivata da Carlo Azeglio Ciampi. Poco dopo la proclamazione, Napolitano è uscito a piedi da palazzo Giustiniani, dove aveva atteso lo scrutinio. Poche parole e un saluto alla folla: “Sono emozionato“.

Il neoeletto, undicesimo nella storia della Repubblica Italiana, presterà giuramento lunedì 15 alle ore 17. Ciampi si dimetterà il giorno stesso. Dopo l’insediamento Napolitano darà l’avvio alle consultazioni con i gruppi parlamentari per arrivare all’affidamento dell’incarico per la formazione del nuovo governo entro martedì sera o mercoledì.

Dopodiché, seguendo il calendario ipotizzato in maniera informale dal Presidente del Consiglio in pectore Romano Prodi, il nuovo governo potrebbe presentarsi giovedì o venerdì al Senato per il voto di fiducia. Dopo la pausa di sabato e domenica per la campagna elettorale amministrativa, il via libera dalla Camera dovrebbe arrivare infine il lunedì o il martedì successivo.