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Il 14 maggio 1964, arrestato Luciano Liggio

Il 14 maggio 1964 a Corleone il primo storico arresto del Capo Mafia Luciano Liggio, detto “Primula Rossa”. Nato a Corleone da una famiglia contadina, giovanissimo, venne affiliato nella locale cosca mafiosa dallo zio paterno Luca Leggio, detto ‘u ziu Luca

Nel 1944 fu denunciato per porto d’armi abusivo. Il 2 agosto 1944 fu arrestato, in flagranza di reato, per il furto di alcuni covoni di grano, da due guardie campestri. Venne condannato a un anno e quattro mesi di reclusione, ma la pena venne interamente condonata.

In questo periodo, Liggio divenne campiere di Corrado Caruso, proprietario di una grossa azienda agricola, subentrando al precedente campiere Stanislao Punzo. Il 28 marzo 1945 fu ucciso Calogero Comajanni, la guardia giurata che aveva collaborato all’arresto di Liggio.

Il 18 marzo 1948 Liggio fu denunciato come autore dell’omicidio di Leoluca Piraino, ma ne fu prosciolto il 21 giugno 1950. Nel 1948 Liggio venne accusato di essere l’esecutore dell’omicidio del sindacalista Placido Rizzotto. Per questo, nel novembre 1948 fu proposto per l’assegnazione al confino, ma non si presentò all’udienza e quindi iniziò la sua lunga latitanza.

Nel 1952 Liggio venne assolto per insufficienza di prove dall’omicidio Rizzotto, ma rimase latitante perché ricercato per altri reati. Negli anni ’50 Liggio costituì una società di autotrasporti. Tra i soci, figuravano numerosi suoi parenti e membri della sua banda. Liggio avrebbe voluto partecipare alla costruzione di una diga e di un serbatoio idrico a “Piano di Scala”.

Ma la cosca dei Greco, che si occupava delle forniture di acqua agli agrumeti della Conca d’Oro, intervenne presso Michele Navarra perché contraria alla diga. Nonostante ciò, nel 1957 Liggio divenne socio di Badalamenti, creando un servizio di autotrasporti per la costruzione dell’aeroporto di Punta Raisi di Palermo.

L’attentato del 24 giugno 1958

A causa di questi contrasti, Liggio fu vittima di un attentato mentre si trovava in una capanna insieme con altre persone. Furono sparati molti colpi, ma Liggio riportò soltanto una leggera ferita di striscio ad una mano, mentre gli altri rimasero incolumi.

In seguito all’attentato da lui subito, Liggio decise la soppressione di Navarra, che venne massacrato il 2 agosto 1958 mentre rientrava a casa in automobile. Dopo l’uccisione del boss, Liggio e la sua banda scatenarono l’offensiva contro i suoi luogotenenti.

Durante l’arresto del 14 maggio 1964, Liggio fu trovato con un catetere e Liggio stesso confessò ai carabinieri di essere affetto dal morbo di Pott.

Liggio fu incarcerato all’Ucciardone. Ma nel dicembre 1968 venne assolto per insufficienza di prove nel processo svoltosi a Catanzaro contro i protagonisti della prima guerra di mafia.  e anche in quello svoltosi a Bari nel 1969, in cui era imputato per gli omicidi avvenuti a Corleone a partire dal 1958.

Liggio morì di infarto, nel carcere di  Nuoro, nel 1993. Venne sepolto a Corleone dopo una cerimonia svolta senza coinvolgimento pubblico per divieto della questura.