15-aprile-1912

Il 15 aprile 1912, affonda il Titanic

Il 15 aprile 1912 il Titanic entrò in collisione con un iceberg, provocando la morta di circa 1500 persone tra passeggeri ed equipaggio. Inizialmente le persone coinvolte nel grave incidente marittimo ebbero percezioni diverse sull’accaduto. Chi durante l’impatto con l’iceberg sentì solo un lieve fremito del Titanic, e chi invece quel vibrare lo percepì in modo forte, violento.

In seguito all’impatto iniziò un vero e proprio passaparola, un vociferare tra le tre diverse classi della nave. I passeggeri però, convinti che il Titanic fosse una struttura inaffondabile, si mostrarono tranquilli, ignari che di lì a poco sarebbe accaduto l’inevitabile. Con il tempo, però, tutta quella calma cessò di esistere: i vari scompartimenti del Titanic iniziarono ad allagarsi, provocando l’inclinazione dello scafo verso poppa.

A capo della nave, progettata per offrire un collegamento settimanale con l’America e garantire il dominio delle rotte oceaniche alla White Star Line, c’era il Capitano Edward John Smith. Quest’ultimo, al suo ultimo viaggio prima del pensionamento, ignorò o non diede molto peso agli avvertimenti dei telegrafisti riguardanti la possibilità di incontrare sulla propria rotta degli iceberg.

Smith, visti i danni dopo l’incidente, diede l’ordine di imbarcare sulle poche scialuppe di emergenza disponibili prima le donne e i bambini e solo dopo gli uomini. Delle 2.227 persone imbarcate, 1.517 non si sarebbero salvate, ma questo i passeggeri non potevano saperlo. Solo il Capitano era consapevole di ciò.

L’impatto con l’iceberg provocò lo squarcio della fiancata destra del transatlantico, che affondò due ore e 40 minuti più tardi, spezzandosi in due tronconi durante il suo viaggio inaugurale da Southampton a New York. Il transatlantico terminò definitivamente la sua corsa alle 2:20 del 15 aprile 1912.