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Il 18 aprile 1955, muore Albert Einstein

Il 18 aprile 1955  muore a Princeton il fisico tedesco Albert Einstein. Il più famoso scienziato tedesco nasce da ebrei abbienti e liberali a Ulm nel Württemberg l’anno 1879.  

Bambino religiosissimo vive a Monaco, a 12 anni già contesta la religione e la scuola, rigide e fondate sul castigo. Adolescente raggiunge la famiglia impoverita a Pavia. Alla seconda prova riesce a entrare al Politecnico di Zurigo. 

Dimostra speciale attitudine alla riflessione solitaria. Nel 1902 per raccomandazione di amici ha un impiego all’ufficio brevetti di Berna; gli lascia molto tempo per pensare e scrivere articoli scientifici.  

Nell’anno 1905 si laurea e sposa la compagna di studi Mileva Maric, che gli dà due figli e merita ch’egli le ceda l’assegno del premio Nobel per la fisica, avuto nel 1921 dopo la separazione.  

Successivamente, nel 1909, ha un incarico all’Università di Zurigo, nel 1911 la cattedra a Praga e conosce, a un Consiglio Solvay, Elisabetta del Belgio, sua amica per tutta la vita. Nel 1813, restando cittadino svizzero, è membro dell’Accademia Prussiana e direttore del Kaiser Wilhelm Institut di Berlino. 

Nel 1914 comincia a lavorare alla relatività generale. Le pubblicazioni lo rendono sempre più popolare e ama recitare in pubblico il ruolo del genio. Nel ’33 l’atmosfera in Germania si fa irrespirabile e Einstein si trasferisce all’Institute for Advanced Study dell’Università di Princeton (New Jersey).

Il 17 aprile del 1955 fu colpito da una improvvisa emorragia causata dalla rottura di un aneurisma dell’aorta addominale, arteria che era stata già rinforzata precauzionalmente con un’operazione chirurgica nel 1948. Il 18 aprile il più grande fisico di tutti i tempi ci lasciava all’età di 76 anni.