18 maggio 1988

Il 18 maggio 1988, muore Enzo Tortora

Il 18 maggio 1988, si spegnava nella sua casa di Milano, stroncato da un tumore polmonare. Una malattia contro cui il conduttore ha combattuto con il sostegno della famiglia e del pubblico. Nonostante la durissima battaglia, Tortora non riuscì a sconfiggere il tumore e, dopo il funerale, il corpo fu cremato. Le ceneri di Enzo Tortora riposano al cimitero monumentale di Milano.

Il presentatore televisivo fu protagonista del più clamoroso errore giudiziario della storia della Repubblica. Al principio fu un’agenda, un librettino con la copertina nera sequestrato a casa di un camorrista napoletano, Giuseppe Puca, noto come ” ‘o giappone”.

Una serie di fogli vergati a penna con grafia confusa, nella quale compariva un nome e un numero di telefono. Non l’unico nome di spicco di quel maxi blitz che, il 17 giugno 1983 segnò una svolta nella storia della Giustizia italiana. 856 arresti in 33 province da Bolzano a Palermo. Ma quello di Enzo Tortora, era senza dubbio il nome più popolare. Tanto che il suo calvario giudiziario divise l’Italia della politica, dello spettacolo e del giornalismo.

Innocentisti e colpevolisti, con nomi illustri schierati dall’una e dall’altra parte. In aiuto di Tortora intervenne con una campagna mediatica con pochi precedenti il partito radicale di Marco Pannella. Tortora, sembrava essere scritto su quella agenda, accanto a un recapito telefonico. Dopo un controllo risulta subito essere quello della di una sartoria e non quello di una abitazione o luogo di lavoro del presentatore di Portobello.

L’assoluzione, dopo una condanna in primo grado a 10 anni di carcere, arriverà con formula piena il 15 settembre 1986. Tortora muore senza sentire le scuse di Gianni Melluso, che le porgerà alle figlie in una intervista rilasciata all’Espresso nel 2010. Ma scuse non arriveranno da nessuno dei magistrati che contribuirono a quella incriminazione e carcerazione ingiusta.