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Il 2 aprile 2005 muore Papa Giovanni Paolo II

Il 2 aprile 2005, alle 21:37, ora italiana, muore Papa Giovanni Paolo II. Quando viene data la notizia ufficiale, le migliaia di persone raccolte spontaneamente davanti alla Basilica di San Pietro danno vita a una veglia di preghiera.  Il 1 febbraio 2005 Giovanni Paolo II fu ricoverato all’Ospedale Gemelli di Roma a causa di un’infiammazione acuta della laringe e di un laringospasmo.

Il Vaticano riferì il giorno seguente che le condizioni del Santo Padre si erano stabilizzate, ma che sarebbe rimasto in ospedale fino alla completa guarigione. Il papa apparve in pubblico il 6 febbraio per leggere le ultime righe dell’Angelus, con voce roca, dalla finestra della propria stanza d’ospedale. Saltò, per la prima volta nei 26 anni del suo pontificato, la cerimonia del Mercoledì delle ceneri nella Basilica di San Pietro il 9 febbraio. Fece ritorno in Vaticano il giorno successivo.

Il 24 febbraio iniziò ad avere problemi di respirazione accompagnati da febbre e fu nuovamente ricoverato d’urgenza al Gemelli, dove gli venne praticata una tracheotomia. Il papa elargì “benedizioni silenziose” dalla sua finestra d’ospedale domenica 27 febbraio e domenica 6 marzo; il Cardinale Ratzinger, che lo aveva incontrato martedì il 1 marzo, riferì alla stampa internazionale: “Il papa mi ha parlato in tedesco e in italiano. Era completamente lucido”.

L’8 marzo fu annunciato che il papa avrebbe impartito la benedizione Urbi et Orbi il giorno di Pasqua. Le altre cerimonie del Triduo Pasquale sarebbero state officiate da cardinali. Il 30 marzo il papa apparve alla finestra su piazza San Pietro per poco tempo per salutare i 5.000 ragazzi dell’arcidiocesi di Milano. Tentò di parlare ma riuscì ad emettere solo un prolungato sospiro: fu la sua ultima apparizione in pubblico.

Il 31 marzo, il papa sviluppò “febbre alta causata da un’infezione dell’apparato urinario”

Ma non fu portato in ospedale, come invece era stato fatto due volte nel periodo precedente. Il papa aveva espressamente dichiarato la sua volontà di morire nei suoi appartamenti in Vaticano. Più tardi, gli fu impartita l’unzione degli infermi, come già avvenuto in seguito all’attentato che il papa subì nel 1981. Come confermato dal cardinale Javier Lozano Barragán, il papa rifiutò di tornare al Gemelli. affermando che le relative cure avrebbero soltanto prolungato la sua agonia. Non è chiaro se il papa abbia ricevuto altresì il perdono apostolico.

Il 1 aprile, le sue condizioni peggiorarono drasticamente ed insorsero insufficienza cardiaca e renale. Al papa venne sistemato un sondino naso-gastrico per aiutarlo a incrementare l’apporto nutritivo dopo la febbre. Notizie raccolte fuori dagli ambienti vaticani riportarono quella mattina che il papa aveva subito un attacco di cuore, ma era rimasto cosciente. Il portavoce vaticano smentì la voce, ma disse che il papa aveva subito un collasso cardiocircolatorio e giudicò la condizione del papa molto seria.

Alle 12:30 circa, un portavoce vaticano fornì un nuovo aggiornamento sulla salute del papa, confermando che Wojtyła aveva ricevuto l’unzione degli infermi. Aveva anche richiesto che gli fossero lette le meditazioni sulla Via Crucis che si era tenuta pochi giorni prima al Colosseo. Alle 19:00 circa i notiziari italiani affermarono che papa Giovanni Paolo II aveva perso conoscenza.

Il 2 aprile 2005

Le condizioni del papa vennero definite dal bollettino medico del Vaticano “gravissime”. Venne comunicato che il papa aveva dei momenti di incoscienza ma non era in coma. A tarda sera, il Vaticano annunciò che le Sue condizioni “rimangono estremamente gravi” e che “durante la sera è stato colpito da una forte febbre”.

Prima dell’ulteriore aggravarsi delle sue condizioni, all’alba del 2 aprile, il pontefice viene informato della grande folla presente in piazza San Pietro, composta da molti giovani. Il papa espresse a fatica il suo ultimo pensiero per i giovani, a lui tanto cari, riuscendo a mormorare le parole: “Vi ho cercato. Adesso voi siete venuti da me. E di questo vi ringrazio.”