26-maggio-1897

Il 26 maggio 1897, Bram Stoker pubblica “Dracula”

Il 26 maggio 1897, lo scrittore irlandese Bram Stoker, pubblica per la prima volta a Londra il romanzo gotico “Dracula”.  

Il volto aquilino; il naso sottile con una gobba pronunciata e narici stranamente arcuate; le folte sopracciglia, quasi si congiungevano sul naso, e i ciuffi parevano arricciarsi tanto erano abbondanti. La bocca, per quel che si scorgeva sotto i folti baffi, era rigida e con un profilo quasi crudele. I denti bianchi e stranamente aguzzi, sporgevano dalle labbra, il colore acceso rivelava una vitalità stupefacente per un uomo dei suoi anni. Le orecchie erano pallide, appuntite; il mento ampio e forte, le guance sode anche se scavate. Tutto il suo volto era soffuso d’un incredibile pallore. 

Una descrizione che non lascia dubbi sull’identità del personaggio e sulla sua natura sinistra, che per la prima volta acquisì dignità letteraria grazie a Bram Stoker, scrittore irlandese di fine Ottocento. In realtà di “vampiri” se ne trovavano tracce già nelle culture delle antiche civiltà, come quella mesopotamica, ebraica e greca, seppur con nomi diversi e con sembianze di demoni e spiriti infernali.

Il termine proprio, derivato dal serbo vampir, da cui l’inglese vampire, riportato dall’Oxford English Dictionary a partire dal 1734, comparve verso la fine del XVIII secolo, sulla scia di un riscoperto gusto dell’orrido da parte degli autori romantici, come Goethe e Lord Byron. La patria per eccellenza di queste creature venne individuata nell’Europa dell’Est, ricca di architetture gotiche e di leggende che alimentavano la superstizione del popolo.

A quelle credenze cominciò a interessarsi l’irlandese, che nella Londra “vittoriana” alternava all’attività di giornalista quella di scrittore. A parlargli di quelle terre e in particolare della Transilvania fu il professore ungherese Arminius Vambéry, che gli raccontò la storia del principe Vlad III di Valacchia (regione a sud della Transilvania), noto con l’appellativo di “Draculea”, tradotto come “figlio del dragone“, con riferimento al padre Vlad II, membro dell’Ordine del Dragone.