29-aprile-1985

Il 29 aprile 1985 esordiva “Quelli della notte”

Il 29 aprile 1985 si riuniva per la prima volta, in un salotto arabeggiante, l’allegra brigata di “Quelli della notte”, capitanata da Renzo Arbore.

La trasmissione andava in onda da un luogo che Arbore, accreditato sia come conduttore sia come regista, qualificava come il salotto di casa propria. In realtà si trattava di una scenografia ricostruita all’interno di uno studio televisivo.

800 mila spettatori di media la prima settimana, un milione e 700 mila la seconda. Poi 2 milioni, e, nelle ultime due settimane, 3 milioni a puntata, con uno share fino al 51%.

Dopo una sigla indimenticabile, “Ma la notte no”, il padrone di casa Renzo Arbore riceveva un manipolo di personaggi. C’erano anche Simona Marchini, signora bene pronta a immolare i suoi sentimenti davanti a una telenovelas. L’ingombrante “cugina“, ovvero una Marisa Laurito in cerca di Scrapizza, suo fidanzato latitante.

Non capisco ma mi adeguo“, ripeteva il rappresentante romagnolo di pedalò Maurizio Ferrini, filosovietico tutto d’un pezzo. “Non è bello ciò che è bello, ma che bello, che bello, che bello“, argomentava tra non sense e “nanetti” frate Antonino da Scasazza alias Nino Frassica.

Riccardo Pazzaglia teorizzava il “brodo primordiale“. Massimo Catalano regalava le sue perle di ovvietà, come “Meglio avere i soldi che non averli“, anche queste entrate nel lessico come tormentoni lapalissiani e surreali. 

E ancora un giovanissimo Roberto D’Agostino, esperto dell’effimero, e infine Harmand, Andy Luotto, che per il suo travestimento da arabo, a seguito di una protesta da parte dell’Associazione Musulmani Italiani e di serie minacce, fu costretto ad abbandonare la trasmissione. E poi Giorgio Bracardi e tanti altri.