4-luglio-2004

Il 4 luglio 2004, la Grecia vince l’Europeo

Il 4 luglio 2004, clamorosa vittoria degli ellenici che grazie al gol di Charisteas espugnano Lisbona e salgono per la prima volta sul tetto d’Europa. La favola ellenica ha dunque avuto il suo insperato inatteso clamoroso finale: grazie al gol di Angelos Charisteas la Grecia si è laureata campione d’Europa per la prima volta nella sua storia.

All’Estádio da Luz, davanti a 63.000 spettatori, la nazionale ellenica ha superato per la seconda volta nel giro di quattro settimane il Portogallo, aggiudicandosi l’ultimo atto di Uefa Euro 2004.

Come annunciato alla vigilia, Luiz Felipe Scolari conferma gli stessi undici che hanno superato l’Olanda ai calci di rigore. Fiducia dunque rinnovata a Pauleta alla ricerca del suo primo gol europeo. A garantire rifornimenti all’unica punta, 4-3-3-1 il modulo del Ct brasiliano, il tridente formato da Cristiano Ronaldo, Deco e Luis Figo. A protezione della difesa Maniche e Costinha. 

Formazione secondo le previsioni anche per la Grecia. L’unico indisponibile, lo squalificato Giorgios Karagounis, è sostituito da Stylianos Giannakopoulos che opera sulla destra del centrocampo. Otto Rehhagel recupera anche Mihalis Kapsis, al centro della difesa al fianco di Traianos Dellas, decisivo nella fortunata semifinale di Oporto. Solito modulo per i greci, un abbottonatissimo 4-4-2, con Angelos Charisteas e Zisis Vryzas coppia d’attacco.

La sintesi della finale di Uefa Euro del 4 luglio 2004

I primi minuti non registrano alcuna emozione, se non qualche numero di Ronaldo. Il Portogallo mantiene l’iniziativa ma senza impensierire l’attenta difesa greca. Rehhagel si sgola perchè i suoi giocatori rispettino le consegne. Non solo Kapsis si incolla a Pauleta, ma il tecnico tedesco ha previsto rigide marcature anche per i tre fantasisti portoghesi: Fyssas controlla Ronaldo, Kostantinos Katsouranis segue ovunque Deco e Georgios Seitaridis si misura con Figo.

Bisogna aspettare il 14’ per registrare la prima occasione della gara. Miguel, tra i più vivaci, scambia con Ronaldo e con un diagonale dalla sinistra impegna Antonios Nikopolidis. Risposta greca qualche minuto più tardi: azione manovrata al limite dell’area, scambio tra Zagorakis e Vryzas, Ricardo deve uscire per anticipare Charisteas.

I padroni di casa mantengono un prolungato possesso palla, ma raramente riescono a far arrivare palloni nell’area avversaria. La gabbia dei greci neutralizza il fraseggio lusitano che con il passare dei minuti diventa sempre più sterile e prevedibile. Ci prova prima Pauleta, quindi Maniche sugli sviluppi di un calcio d’angolo, ma le due conclusioni dalla distanza non spaventano Nikopolidis.

Il primo tempo si chiude come era cominciato, con le due squadre bloccate in 40 metri, incapaci di offendere. Senza gli spunti di Ronaldo, la spinta di Figo e la fantasia di Deco, il Portogallo non sembra in grado di scardinare il forziere della Grecia. Per Scolari, che sperava di sbloccare il risultato in apertura, la partita si complica ancor più a causa dell’infortunio di Miguel, botta al costato, sostituito da Paulo Ferreira.

Il secondo tempo comincia con un tiraccio di Deco, che si perde sul fondo. Non cambia il copione della gara: Portogallo in avanti, Grecia chiusa nella propria trequarti, fedele al suo calcio tutto corsa e sacrificio. Anche Maniche sale sempre più spesso per sostenere gli attacchi dei padroni di casa.

Al 57′, inaspettatamente, arriva il gol decisivo della Grecia, sul primo angolo della partita per gli ellenici. Lo calcia Basinas, Charisteas prende il tempo a Costinha e segna per l’incontenibile gioia dei 18.000 tifosi giunti fino a Lisbona. Il Portogallo è sotto shock, Scolari corre ai ripari e inserisce Rui Costa.

La reazione portoghese è generosa ma disordinata. Deco, batte due punizioni fuori misura, il diagonale di Figo si spegne tra le braccia di Nikopolidis. Solo Rui Costa sembra avere le idee chiare. Ciononostante la pressione dei padroni di casa, che collezionano calci d’angolo in serie, alla fine saranno 10, stringe d’assedio la Grecia, viva ma alle corde.

A 65′ dal termine Scolari gioca la carta Nuno Gomes per Pauleta. La più nitida palla gol capita sui piedi di Ronaldo al 75′. Rui Costa lancia l’ala del Manchester United FC che, solo davanti a Nikopolidis, controlla ma calcia alle stelle. All’83’ ci prova sempre da fuori area Ricardo Carvalho, ma il portiere greco è attento e respinge.

Proprio allo scadere infine è la volta di Figo, con una girata in area che esce di un nulla. È l’ultimo tentativo, la Grecia si chiude in difesa e resiste con commovente dedizione fino al triplice fischio finale dell’arbitro Markus Merk. Tre fischi che scatenano la felicità dei greci: la festa ad Atene è appena cominciata.