7-giugno-1984

Il 7 giugno 1984: Berlinguer viene colpito da ictus

La sera del 7 giugno 1984, Enrico Berlinguer stava concludendo il suo comizio in piazza della Frutta, a Padova, per la campagna elettorale delle Europee. Improvvisamente si sentì male. Riuscì a portare a termine il suo discorso, a fatica, mentre la gente lo vedeva spegnersi e gli urlava, impaurita: “Basta, Enrico!”. Le gambe gli mancarono, fu tenuto sollevato dai collaboratori e riportato in hotel. Si coricò ed entrò in coma. Non si sarebbe più risvegliato.

Dopo quattro giorni di agonia, morì all’ospedale di Padova l’11 giugno per emorragia cerebrale. Alle elezioni europee, sull’onda emotiva della morte del segretario nazionale, il PCI avrebbe superato per la prima volta la Dc, diventando il primo partito italiano. Berlinguer, insieme al leader della Democrazia Cristiana Aldo Moro, assassinato dalle BR nel ’78, era stato colui che aveva portato avanti l’ipotesi del “compromesso storico”, ossia l’avvicinamento del PCI all’ala progressista della DC.  

Uomo di grande rigore morale, Berlinguer aveva intavolato anche la “questione morale”, parlando di corruzione e di lottizzazione gestita dai partiti. Il suo pensiero andava anche ai giovani, la loro marginalizzazione nell’ingresso del mondo del lavoro. E alle donne, sulla scia del femminismo. A tale proposito diceva: “Non possiamo accettare un’ideologia che individua nel dominio dell’uomo sulla donna la caratteristica fondamentale dell’attuale società”.

Un leader progressista, insomma, e molto amato dalla gente. Al passaggio del feretro a Marghera la gente lanciava le rose dai balconi che andarono a comporre un lungo tappeto rosso. Ai funerali a Roma, il 13 giugno in piazza San Giovanni, vi parteciparono circa 2 milioni di persone. 

Nell’anniversario, gli è stato dedicato un monumento nella piazza della Frutta, esattamente nello stesso luogo in cui pronunciò le sue ultime parole da leader politico: “Enrico Berlinguer, in questa piazza, il 7 giugno del 1984, fu colpito da un fatale malore. È rimasto nei cuori dei padovani e degli italiani come il simbolo di una politica pulita”.