Sant'Agostino-di-Canterbury

La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di Sant’Agostino di Canterbury

Sant’Agostino di Canterbury nacque a Roma il 13 novembre 534.    
Nel 596 era priore del monastero di Sant’Andrea al Celio quando, Papa San Gregorio Magno lo inviò a predicare in Inghilterra, ormai ricaduta nell’idolatria.

Arrivato ad Aix-en-Provence, ebbe un momento di debolezza e, spaventato dalla prospettiva di incontrare un popolo barbaro e fiero, tornò a Roma. Incoraggiato dal Pontefice, ripartì, munito di lettere commendatizie per i vescovi e i principi della Gallia, dove fu consacrato vescovo.

Sbarcò nel 597 alle foci del Tamigi, si mise subito in contatto con Etelberto, re del Kent, un pagano che aveva sposato la cattolica Berta. Ottenne piena libertà di predicare abitando nella residenza assegnatagli a Canterbury, presso la chiesa di San Martino.

Le fatiche dei missionari conquistarono il re che si fece battezzare insieme a molti suoi sudditi, affascinati dall’esempio dei monaci.

Nel Natale successivo più di diecimila Sassoni ricevettero il battesimo

Nel 601, il sovrano accolse anche un secondo gruppo dimissionari mandati dal Papa con vasi sacri, tovaglie d’altare, ornamenti per le chiese, paramenti sacerdotali. Non mancarono le difficoltà, soprattutto da parte della Chiesa Celta, con la quale non era facile convivere perché non accettava le nuove forme liturgiche romane.

Gregorio Magno ordinò al santo di costituire due sedi metropolitane con dodici suffraganee ciascuna; egli scelse come sede Canterbury e l’altra sede fu York, il cui vescovo però sarebbe stato consacrato solo nel 625.

Sant’Agostino con i suoi monaci continuò il suo apostolato nel regno del Kent, convertendone quasi tutti gli abitanti. Costituì i due vescovadi di Londra e di Rochester.

Sant’Agostino cercò, ma invano, di riunire le comunità evangelizzate dai monaci irlandesi alle nuove, direttamente dipendenti da Roma. Ma solo dopo il sinodo di Whitby del 664 la Chiesa Celtica rinuncerà alle sue tradizioni.

 L’opera risultò in effetti molto difficoltosa e vide numerosi insuccessi. L’attività del Santo fu tuttavia importante perché alla base dell’evangelizzazione della Gran Bretagna.

Dopo aver consacrato il suo successore, morì il 26 maggio dell’anno 604. Fu sepolto nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo, oggi dedicata a Sant’Agostino di Canterbury.