San-Anatolio

La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di San Anatolio 

San Anatolio, nativo di Alessandria d’Egitto, fece la sua prima comparsa nella scena ecclesiale in occasione del concilio di Efeso del 431. Prima di tale rilevante avvenimento, Anatolio era stato inviato da San Cirillo di Alessandria quale suo rappresentante presso la corte di Costantinopoli . Fattore che contribuisce a chiarire le circostanze della sua elezione al soglio patriarcale della capitale dell’impero.

Succedette così al patriarca San Flaviano, morto a causa delle ferite subite durante il concilio conosciuto come “Latrocinio di Efeso” del 449. San Anatolio ricevette la consacrazione episcopale da Dioscoro di Alessandria, vescovo monofisita.

San Anatolio ricoprì un ruolo importante nel concilio di Calcedonia del 451, in cui si ridefinì la fede secondo gli insegnamenti di San Leone. Nonostante l’opposizione dei nunzi papali, il concilio dichiarò inoltre che la sede episcopale di Costantinopoli era seconda per importanza solo a Roma. Di conseguenza, il suo vescovo avrebbe dovuto avere altrettanta importanza quale patriarca.

Leone rifiutò questo decreto, considerando l’anzianità che potevano vantare le sedi di Alessandria ed Antiochia. Leone replicò ad Anatolio, che gli aveva scritto per perorare la sua causa: “Un cattolico, specialmente se è un sacerdote del Signore, non dovrebbe essere corrotto dall’ambizione più di quanto sia coinvolto nell’errore”. In patriarca infine morì il 3 luglio 458.

Nulla di certo si sa purtroppo circa la vita privata di questo controverso personaggio, venerato come santo nonostante la sua carriera pubblica piuttosto equivoca. Il Baronio, nella sua prima redazione del Martirologio Romano del XVI secolo, non esitò a condannarlo “per il modo in cui ricevette l’incarico di governare la sede”.

I bollandisti prosciolsero invece San Anatolio, che infatti ancora oggi compare nell’ultima edizione del Martyrologium Romanum nell’anniversario della sua nascita al cielo, oltre ad essere naturalmente oggetto di una forte venerazione nella Chiesa orientale.