San-Atanasio

La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di San Atanasio

San Atanasio nato nel 26 da genitori nobili e cristiani da giovane strinse una relazione coll’eremita Sant’Antonio, monaco in Egitto, alla cui scuola apprese l’esercizio della virtù e una magnanima fortezza d’animo.

San Alessandro, patriarca di Alessandria, ammirato della santità e della scienza del giovane Atanasio, lo volle con sé. Dopo non molto tempo, vedendone i mirabili progressi nell’interpretazione delle Sacre Scritture, lo ordinò sacerdote.

Intanto Ario, uomo turbolento, negava pubblicamente l’unione consustanziale di Gesù Cristo col Padre. Per combattere questa eresia, San Atanasio andò col vescovo Alessandro al Concilio di Nicea dove la confutò con un discorso limpido ed efficace.

In tale Concilio si riaffermò la natura divina di Gesù, consustanziale al Padre. Successe a San Alessandro e scrisse numerose opere a difesa della fede cattolica contro l’arianesimo. San Atanasio fu per tutta la vita testimone e strenuo difensore di questo principio.

Morì pieno di meriti nel ‘373 a 76 anni di età, 46 dei quali trascorsi nella sede episcopale. Egli meritò a buon diritto il titolo di “grande” per l’indomabile fermezza di carattere dimostrata contro gli ariani e la potenza imperiale, sovente ad essi eccessivamente ligia.

A ragione fu detto che in lui, “padre dell’ortodossia“, combatteva tutta la Chiesa. Finché visse sostenne ovunque con un’attività traboccante i propugnatori della vera fede.

Così impedì che i vescovi dell’Africa latina sostituissero il simbolo compilato a Nicea con quello di Rimini; spinse papa Damaso ad agire contro Ausenzio, vescovo ariano di Milano, e incoraggiò San Basilio, che cercava un appoggio per la pacificazione religiosa dell’oriente.       

Della produzione letteraria di Atanasio non esiste ancora un’edizione critica. Nelle sue opere si nota limpidezza e acutezza di pensiero, ma la materia trattata manca di ordine ed è resa pesante dalle frequenti ripetizioni e dalla prolissità.