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La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di San Basilio Magno

San Basilio Magno nacque a Cesarea di Cappadocia nel 330. Era uno dei dieci figli di San Basilio il Vecchio e di San Emmelia. Molti dei suoi fratelli e sorelle sono venerati tra i santi. Ha frequentato la scuola a Cesarea, Costantinopoli e Atene, dove conobbe San Gregorio Nazianzeno nel 352.   

Poco dopo, aprì una scuola di oratoria a Cesarea e iniziò la pratica forense. Alla fine decise di farsi monaco e fondare un monastero nel Ponto, che diresse per cinque anni.

Scrisse una famosa regola monastica che si è rivelata la più duratura di quelle dell’Oriente. Dopo aver fondato diversi altri monasteri, fu ordinato sacerdote e, nel 370, fu fatto vescovo di Cesaria. In questo luogo rimase fino alla sua morte nel 379.    

Uomo di vasta cultura, grande eloquenza e immensa carità, si guadagnò il titolo di “Grande” durante la sua vita e di “Dottore della Chiesa” dopo la sua morte. Basilio è stato uno dei giganti della Chiesa primitiva.

È stato l’artefice della vittoria dell’ortodossia nicena sull’arianesimo nell’Oriente bizantino, e fu dovuta ai suoi sforzi la denuncia all’arianesimo durante il Concilio di Costantinopoli del 381-382.

San Basilio ha combattuto la simonia, aiutato le vittime della siccità e delle carestie, si sforzò di rendere il clero migliore, insistendo su una rigida disciplina dello stesso, denunciò senza paura il male ovunque lo individuasse, e scomunicò coloro che erano coinvolti nel traffico della prostituzione, diffusa in Cappadocia. Era un colto statista ed un uomo di grande santità, uno dei grandi oratori del cristianesimo.