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La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di San Beniamino

San Beniamino visse a cavallo tra la fine del 300 e gli inizio del 400 d.C.. In quel periodo, in Persia esisteva una violenta persecuzione contro i cristiani. Si narra che in quegli anni un gruppo di cristiani diede fuoco al tempio della divinità del fuoco, venerata dalla popolazione persiana. L’incendio del tempio scatenò l’ira prima dell’imperatore Lezdegerd I, quindi del suo successore Bahrom-Go.

Furono condannati a morte sia il vescovo sia il sacerdote che si resero promotori dell’azione incendiaria contro il tempio costruito dai persiani in onore del culto del fuoco. La prosecuzione però non si fermò alle due entità più carismatiche della popolazione cristiana di Ergol, ma si estese anche a tutti coloro che non rinnegarono la propria fede cristiana.

il Re persiano Isdeberge, adoratore del fuoco e del sole, perseguitava i Cristiani. San Beniamino fu da lui tenuto in carcere per due anni. Doveva essere un personaggio importante, anzi addirittura popolare, perché l’ambasciatore dell’Imperatore romano Teodosio, che negoziava un trattato di pace con il Re persiano, pose tra te condizioni anche quella di liberare l’illustre prigioniero.

Il Re Isdeberge, a sua volta, fece una controproposta: avrebbe liberato Beniamino se questi si fosse impegnato a cessare del tutto la sua opera di apostolato tra i persiani. San Beniamino non accettò.

I testi fanno riferimento in maniera confusa all’episodio che portò al suo martirio. Secondo la lettura di alcune agiografie, l’allora diacono cristiano della città di Ergol trovò la morte dopo che i persecutori persiani gli inflissero pene terribili.

Il martirio avvenne intorno al 420. Di raffinata atrocità fu il supplizio riserbato a San Beniamino, che ebbe il corpo trapassato da spilloni. Il Santo lo accettò e lo preferì coraggiosamente ai castighi riserbati a coloro che nascondono i talenti della verità.