San-Camillo-de-Lellis

La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di San Camillo de Lellis

San Camillo de Lellis nasceva il 25 maggio del 1550 a Bucchianico nella diocesi di Chieti San Camillo de Lellis. All’età di 6 anni perdette anche il padre. Appena l’età glielo permise, si diede al mestiere delle arni, già esercitato da suo padre e che per San Camino’ fu fatale.

Appassionandosi infatti ognor più al gioco, e.in esso arrischiando grosse somme, il poveretto si trovò ridotto in breve alla povertà più estrema. Abbandonò quindi il mestiere delle armi e per sostentarsi si ridusse a far il manovale in un convento di Cappuccini.

Il guardiano, vedendolo di buona indole, gli fece una paterna ammonizione, che Camillo ascoltò con umiltà. Gettatosi poi ai piedi del frate, promise di riparare il male compiuto. Infatti dopo alcuni giorni di riflessione e di preghiera, chiese di essere ammesso tra i figli di San Francesco e potè vestire l’abito dei Cappuccini.

Fu duro pel fervoroso novizio deporre quell’abito, Abbandonare quel luogo, ma rimessosi interamente alle disposizioni della Divina Provvidenza si recò a Roma. Qui era il campo del suo apostolato.

Sotto la direzione di San Filippo Neri passò al servizio degli incurabili nell’ospedale di San Giacomo e lì maturò l’idea di fondare una Congregazione di religiosi. Perciò, benchè di età già avanzata, circa il 1580 si mise a frequentare con i fanciulli i primi corsi di studi. I condiscepoli, giovani e spensierati, lo deridevano, ma Camillo fu costante ed ebbe la gioia di divenire sacerdote.

Le sue maniere affabili e dolci gli attirarono alcuni altri sacerdoti ed il Santo potè dar principio alla vagheggiata Congregazione dei Chierici Regolari ministri degli infermi. Non è facile dire il bene che questi religiosi hanno fatto e fanno nella Chiesa: San Filippo Neri li diceva non uomini, ma angeli in carne, tant’era la loro delicatezza e premura cogli infermi.

Il cuore di S. Camillo esultava vedendo tanti dolori leniti e tante anime soccorse proprio negli estremi momenti, ed era sempre il primo al letto degli infermi per prodigare le sue cure sapienti. Il Signore premiò questo zelo col dargli il dono dei miracoli e della profezia che il Santo usò per alleviare le miserie umane.

Consumato dalle privazioni e dalle fatiche, e colpito contemporaneamente da cinque diversi penosissimi mali da lui chiamati “le misericordie del Signore”, passò a ricevere il premio della sua laboriosa vita il 14 luglio del 1614 in età di 64 anni. Benedetto XIV l’iscrisse nell’albo dei Santi, e Leone XIII lo dichiarò celeste patrono di tutti gli ospedali.