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La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di San Cirillo d’Alessandria

San Cirillo nasce intorno al 370 ad Alessandria d’Egitto ed è considerato un importante scrittore religioso. Patriarca d’Alessandria dal 412 al 444. Brillante oratore, abile polemista e teologo dell’Incarnazione, è anche un buon pastore per la sua Chiesa d’Egitto.

Viene presto avviato alla vita ecclesiastica e riceve una buona educazione, sia culturale sia teologica. Nel 403 è a Costantinopoli al seguito dello zio, e qui partecipa al Sinodo detto della Quercia, che ha come esito la deposizione del vescovo della città, Giovanni (detto più tardi Crisostomo), e segna così il trionfo della sede alessandrina su quella, tradizionalmente rivale, di Costantinopoli, dove risiede l’imperatore. Alla morte dello zio Teofilo, San Cirillo nel 412 viene eletto vescovo dell’influente Chiesa di Alessandria, che governa con grande energia per 32 anni, mirando sempre ad affermarne il primato in tutto l’Oriente, forte anche dei tradizionali legami con Roma.

Si batte assai presto contro l’eresia di Nestorio, che separava la natura divina di Cristo da quella umana. Tale interpretazione era suggestiva, perchè risolveva alcune difficoltà sulla passione del Cristo e declassava Maria a sola madre del Cristo – uomo e non del Cristo-Dio.

Al Concilio di Efeso, del 431, con abile oratoria, fondata su una rigorosa interpretazione dei testi sacri, riporta la figura del Cristo ad unità, proclamando che il Signore Gesù, è “…unico vero figlio naturale di Dio, insieme Dio e uomo; … un Dio vero che per la nostra salvezza apparve in forma umana”.

Muore ad Alessandria il 27 giugno 444.
Nel 1882 il papa Leone XIII gli attribuisce il titolo di dottore della Chiesa.