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La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di San Crispino da Viterbo

San Crispino da Viterbo, al secolo Pietro Fioretti, nacque il 13 novembre del 1668. E’ stato è stato un religioso italiano, appartenente all’Ordine dei Frati Minori Cappuccini. La sua era una famiglia molto povera. Il padre morì quando egli era ancor giovanissimo, per cui dovette molto presto entrare in bottega, quella dello zio Francesco, ciabattino. 

Tuttavia, grazie all’interessamento di un padre carmelitano, poté frequentare le scuole pubbliche gestite dai gesuiti. All’età di venticinque anni entrò nell’Ordine dei Cappuccini adottando il nome di Fra Crispino, patrono dei calzolai. Pronunciati i voti nel 1694 entrò nel convento della Tolfa come cuoco. Qui fu l’autore del suo primo miracolo. Una donna colpita da una forma contagiosa d’influenza che aveva già portato alla tomba numerosi tolfetani, guarì improvvisamente.

Presto si diffuse la sua fama di taumaturgo e per prudenza le autorità francescane disposero il suo trasferimento a Roma, che ebbe luogo nel 1697. Ammalatosi qui probabilmente di tisi, fu trasferito nel più salubre ambiente dei Castelli romani e quindi ad Albano. Qui ricevette più volte la visita di papa Clemente XI, durante i suoi soggiorni a Castel Gandolfo. Inviato a Monterotondo vi rimase per alcuni anni, trasferendosi poi nel 1709 ad Orvieto.

Si dedicò alla questua quotidiana ed alle opere di assistenza agli ammalati di un ospizio a pochi chilometri da Orvieto. Anche qui, fu protagonista di numerose guarigioni miracolose. Ebbe anche l’occasione di prendersi cura di neonati abbandonati presso la porta del convento.

Trascorse gli ultimi due anni di vita praticamente a letto. Morì di polmonite il  19 maggio 1750, e fu sepolto in una cappella della chiesa del convento. È stato proclamato beato il 7 settembre 1806 da papa Pio VII e santo da papa Giovanni Paolo II il 20 giugno 1982.