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La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di San Emanuele

San Emanuele visse attorno al terzo secolo dopo Cristo in Anatolia. E’ ricordato come esempio di coerenza alla fede cattolica e coraggio, nonché come simbolo di devozione ed amicizia.

Emanuele è collegato ad altri due Santi: Quadrato e Teodosio, amici e compagni di martirio. San Quadrato era un Vescovo, che si occupava di celebrare Messe e di portare conforto religioso e sacramenti ai carcerati.

I pagani, infastiditi da questi gesti di carità e pietas cristiana, presero quindi di mira san Quadrato, costringendolo ad abdicare al suo incarico. San Quadrato si rifiutò e continuò, imperterrito, a portare i suoi servigi alla piccola comunità ma fu incarcerato, torturato ed ucciso tramite decapitazione. 

San Emanuele non accettò questo atto di violenza e prepotenza e continuò a battezzare, portare conforto ed aiuto a tutta la comunità. Furono presi di mira anche loro dai pagani, messi in prigione e sottoposti a terribili torture, al fine di convincerli ad abbandonare la fede.

Nessuno dei due, però, si sottomise a tale crudele volere e non rinnegarono mai il Signore e non accettarono di piegarsi alle angherie. San Emanuele fu quindi condannato a morte e decapitato. Ancora oggi è ricordato in omelie ed esercizi spirituali come esempio di devozione infinita, fede e coerenza.

Di lui si ricorda il grande coraggio e lo spirito di sopportazione al dolore fisico ed all’umiliazione, pur di non rinnegare il Signore. Sopportò il martirio sempre con grande dignità. Non si piegò mai nei lunghi giorni di agonia ed andò incontro alla morte senza vacillo alcuno.

Il nome significa “Dio è tra noi” e viene scelto da dare ai bambini in segno di buon augurio