San-Ferdinando-di-Aragona

La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di San Ferdinando d’Aragona

San Ferdinando d’Aragona, secondo la tradizione era di stirpe reale Aragonese, nacque intorno al 1030. Si diede alla vita spirituale solitaria e contemplativa, in Italia fu pellegrino a Roma e al Santuario di San Michele in Gargano.

Giunse pellegrino anche in Campania, dove si fermò nei boschi nei pressi di Caiazzo. Durante la sua vita compì numerosi miracoli e dopo la sua morte numerosi gliene sono stati attribuiti.

Uno di questi miracoli concernerebbe la scoperta del suo corpo. Il suo sepolcro rimase sconosciuto fino al 1465. Durante la mietitura del grano, alcuni contadini, dopo aver visto un barile di vino “traboccare due volte“, ne avrebbero rinvenuto il corpo.

Altro evento miracoloso riguarda il tentativo, fatto dal vescovo di Caiazzo, Filomarino, e dai fedeli, di trasferirne le spoglie nella cattedrale di Caiazzo. Arrivati al confine, a causa di un violento temporale, la mula che trasportava l’urna funeraria si sarebbe inginocchiata rifiutandosi di proseguire. Dopo la decisione del vescovo di ritornare ad Alvignano, la mula si sarebbe rialzata e lungo la via del ritorno sarebbe rispuntato il sole.

Considerato taumaturgo fin dall’adolescenza, è ritenuto aver operato sui colli caiatini guarendo infermi, ciechi, storpi e liberando gli oppressi da spiriti maligni. La “fama di santità” che gli era attribuita spinse i fedeli di Caiazzo a elevarlo alla cattedra di vescovo.

Mentre si trovava in pellegrinaggio nel territorio di Alvignano, fu colto da forte febbre e dopo tre giorni, il 27 giugno 1082, morì. Attualmente le sue reliquie sono custodite nella chiesa Arcipretale di San Sebastiano Martire ad Alvignano