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La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di San Filippo

Davvero sfortunato l’apostolo Filippo. Oltre alle scarne notizie che di lui ci forniscono i vangeli, non conosciamo davvero proprio nulla. I creatori di leggende, che per gli altri apostoli e santi si sono sbizzarriti, per lui non si sono scomodati.

San Filippo visse nell’ombra durante la vita pubblica di Gesù, accontentandosi di ascoltarlo e di fare tesoro di quella straordinaria esperienza. Nell’ombra condusse il resto dei suoi anni, portando in giro per il mondo, il valore della sua testimonianza.

Ma ecco che cosa di lui ci raccontano i vangeli. Matteo, Marco e Luca, gli evangelisti sinottici, riferiscono solo il nome, Filippo, e il luogo di nascita, Betsaida, una piccola città sul lago di Genesaret. Meno avaro, Giovanni ci informa che San Filippo era amico di Natanaele-Bartolomeo. Fu lui a presentarlo a Gesù: “Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella Legge e i Profeti… vieni e vedi“.

Quando poi avviene la miracolosa moltiplicazione dei pani raccontata da Giovanni, è proprio a San Filippo che Gesù si rivolge per chiedergli: “Dove compreremo pane sufficiente a sfamare tutta questa gente?“.

San Filippo di certo era un uomo semplice, concreto. Dopo quest’episodio, Filippo rientrò nell’ombra che ha avvolto anche altri discepoli. Una confusa tradizione vuole che egli sia morto crocifisso come il Maestro, probabilmente a Gerapoli, durante la persecuzione scatenata dal perfido Domiziano o addirittura in quella ancora più crudele di Traiano.

Sarebbe morto alla veneranda età di ottantasette anni.
Le sue reliquie, trasferite a Roma nella chiesa dei Santi Apostoli, furono composte accanto a quelle di un altro apostolo, Giacomo. Ecco il motivo per cui la chiesa latina ne celebra unicamente la festa il 3 maggio.