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La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di San Giobbe

San Giobbe è una figura molto nota nella Bibbia e nella tradizione cristiana come modello di santità e di pazienza.

Giobbe viene descritto come un uomo giusto, ricchissimo e felice, che viveva piamente la sua vita onorando Dio. Satana vuole convincere Dio che Giobbe finge di praticare la sua fede ma solo per conservare i suoi beni materiali con il beneplacito divino.

Dio permette che Satana metta alla prova Giobbe che sopporterà con rassegnazione la perdita dei suoi beni, dei suoi sette figli e tre figlie che moriranno nel crollo della casa.

Cacciato di casa, è costretto a passare i suoi giorni in mezzo ad un letamaio. Inoltre egli sopporta i rimproveri di tre suoi amici, senza bestemmiare una sola volta il suo Dio, che sono accorsi a confortarlo.

La vita di Giobbe dopo la prova è compendiata dal libro sacro in pochissimi versetti (42, 11-17). Riebbe i suoi armenti, generò di nuovo sette figli e tre figlie, visse ancora altri 140 anni.

Dai Padri antichi in genere è chiamato “profeta” e da qualcuno anche “martire” per le sue molte sofferenze. Il suo esempio di straordinaria pazienza fu proposto all’imitazione dei fedeli già da San Clemente Romano e poi da San  Cipriano da Tertulliano.

Il suo nome compare già nel Martyr Hieror e successivamente in tutti gli altri martirologi. La sua immagine, poi, ricorre spesso negli affreschi degli antichi cimiteri cristiani e in numerosissimi sarcofagi d’Italia e della Gallia.

La pellegrina Eteria ci parla di una chiesa eretta in onore di Giobbe nella città di Carneas, ai confini tra l’Arabia e l’Idumea, e sulla sua origine narra il seguente episodio. Al vescovo di quella città, considerata come terra natale di Giobbe, si presentò un giorno un monaco dicendogli di aver ricevuto, in una visione, l’ordine di scavare in un luogo determinato.

Il vescovo allora, assecondando il desiderio del monaco, fece iniziare i lavori di scavo e quasi subito si trovò una grande caverna, alla fine della quale vi era una lapide con il nome di Giobbe che ne indicava il sepolcro.