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La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di San Giovanni Evangelista

San Giovanni era il più giovane dei dodici apostoli. Ancor prima di conoscere Gesù, era tra i seguaci del Battista e lo racconta lui stesso nelle sue scritture.

San Giovanni era originario di un villaggio sulle coste del lago di Tiberiade e che era figlio di Zebedeo e Salome. Nonostante fosse di famiglia benestante, il Santo non aveva seguito un percorso di studi e per questo motivo venne spesso definito come illetterato e ignorante. Più di uno studioso è convinto che i suoi scritti non siano stati redatti direttamente da lui, ma semplicemente dettati. 

Con il fratello Giacomo, detto il Maggiore, si unì a Cristo un giorno in cui il Messia passò sulle sponde del lago. I due, insieme a Pietro, ebbero sempre una posizione di rilievo rispetto agli altri apostoli. Nell’ultima cena Giovanni fu invitato a sedere alla destra di Cristo.

Fu il solo a recarsi ai piedi della croce accompagnandosi a Maria e dopo la morte di Gesù seguì Pietro e insieme predicarono in Palestina. Più volte entrambi furono arrestati e flagellati per ordine del Sinedrio.  

Dopo la decapitazione del fratello Giacomo, lasciò la sua terra dirigendosi in Asia Minore per predicare la parola di Cristo. Durante la persecuzione di Domiziano, venne convocato a Roma dallo stesso sovrano, che aveva sentito spesso parlare di lui, e lo sottopose a supplizio.

Giovanni venne rasato in segno di scherno e quindi immerso nell’olio bollente, ma ne uscì incolume. Non scalfito dall’olio bollente, Giovanni venne mandato in esilio sull’isola di Patmos. Qui continuò a predicare l’amore e la parola di Gesù, nonostante fosse ormai vecchissimo e non fosse più in grado di camminare. Si narra che venisse portato a braccia alle riunioni dei cristiani fino al 104, anno in cui si ritiene egli sia morto.