San-Giovanni-Gualberto

La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di San Giovanni Gualberto

I dati certi sulla vita di San Giovanni Gualberto, al di là della leggenda, sono pochi. Ignota è la famiglia d’origine: non sembra infatti attendibile la notizia di una sua appartenenza alla stirpe dei Visdomini, anch’essa divulgata tardivamente. Tutta la vicenda biografica di Giovanni Gualberto presenta del resto alcuni elementi di incertezza, dovuti evidentemente alla natura delle fonti che la riferiscono.

La tradizione vuole che Giovanni, figlio del “vir militaris” Gualberto, si face monaco all’insaputa del padre nel Monastero benedettino di San Miniato al Monte, alle porte di Firenze. Un venerdì si imbatté nell’uccisore del fratello. Riesce a perdonarlo e poi va a inginocchiarsi davanti al crocifisso della chiesa di San Miniato. Qui vede inclinare inclinare la testa del Cristo verso di lui in segno di assenso.

Colpito dall’accaduto, il giovane chiese all’abate del luogo di entrare a far parte di quella comunità. L’episodio, che appare costruito secondo i topoi dell’agiografia, segna l’inizio di una straordinaria esperienza monastica, che si situa in un periodo cruciale della storia della Chiesa, percorso da forti tensioni e istanze di rinnovamento, che troveranno in Gregorio VII il loro più alto interprete.

A Vallombrosa, un luogo isolato sull’Appennino, con l’appoggio dell’abate di Settimo, diede origine con i monaci che avevano abbandonato San Miniato, ad una comunità. Accettata con riluttanza la carica di abate, Giovanni fondò l’Ordine dei Vallombrosani. Egli volle ritornare agli insegnamenti degli Apostoli, dei Padri della Chiesa, di San Basilio e di San Benedetto, accentuando gli aspetti della povertà e del lavoro manuale, impegnandosi alla riforma dei monasteri.

San Giovanni Gualberto morì il 12 luglio 1073. Dopo tre giorni venne sepolto nella cripta della chiesa di Passignano.