San-Godrico

La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di San Godrico

San Godrico nacque a Walpole, in una famiglia di contadini anglosassoni. Invece di dedicarsi ai lavori agricoli fece il venditore ambulante nel Lincolnshire, dove si era trasferita la famiglia, dal 1085 al 1089. Fece allora il suo primo pellegrinaggio a Roma, imbarcandosi poi verso il nord. Esercitò il commercio tra Scozia, Fiandre e Danimarca. Concluse buoni affari, entrando in comproprietà di una nave e poi di un’altra, della quale divenne capitano.

Nel 1101, forse via mare, fece un pellegrinaggio a Gerusalemme; è possibile, ma non provato, che fosse lui quel Godric “pirata inglese” di cui parla Baldovino I. a Giaffa nel 1102. Era abbastanza ricco da passare, nel viaggio di ritorno dalla Terra Santa, da Compostella. Non molto dopo tornò di nuovo a Roma e a Saint-Gilles in Provenza. Questi viaggi furono seguiti da un terzo pellegrinaggio a Roma, accompagnato dall’anziana madre, che doveva essere della sua stessa dura tempra.    

Decise di rinunciare al mondo e vendette tutti i suoi beni. Compì così il primo tentativo di vita eremitica in una foresta vicino a Carlisle. Si unì ad un altro eremita che viveva a Wulsingham, fino alla morte di quest’ultimo, avvenuta nel 1108. Pochi mesi dopo partì per un altro pellegrinaggio a Gerusalemme dove visitò i Luoghi Santi, unendosi ad altri eremiti nel deserto di Giudea,  lavorando, per parecchi mesi, nel famoso ospedale di Gerusalemme.  

Di nuovo parve incerto sul da farsi, pensando anche di riprendere l’antico lavoro di venditore ambulante per riuscire a occupare un eremo abbandonato vicino a Whitby. Un anno dopo però lo troviamo a Durham, sagrestano della chiesa di San Gilles e membro del coro a St Mary-le-How. Avendo ormai più di quarant’anni, fissò finalmente la sua dimora a Finchale sul fiume Wear, in un monastero Ancor oggi si può vedere il luogo della sua cappella, quantunque incorporata nella chiesa attuale.      

Intraprese la vita eremitica che aveva scelto, dapprima senza alcuna direttiva, nutrendosi di radici e bacche, poi iniziando a coltivare vegetali, a macinare orzo per fare il pane e a tagliare alberi per costruirsi una capanna.  Dopo una lunga malattia che lo costrinse a letto, curato dai monaci di Durham, morì 21 maggio 1170. La sua cella a Finchale entrò in possesso del monastero di Durham, e la sua tomba divenne luogo di pellegrinaggi.