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La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di San Isidoro di Siviglia

San Isidoro discendente da una famiglia di antico lignaggio, risalente addirittura all’età romana, perse i genitori, Severiano e Turtura, in giovane età. Cresciuto dal fratello Leandro, che intorno all’anno 600 lo avrebbe avvicendato sul soglio dell’arcidiocesi.

Anche Leandro fu fatto santo, come gli altri due fratelli San Fulgenzio, vescovo di Écija, e Santa Fiorenza, badessa di forse 40 convent. Nel corso del vescovato di Isidoro la Spagna visigotica, riconobbe in questa figura una paternità di rinascita culturale e di conservazione dei saperi del passato.

San Isidoro riuscì a riunire quindi tutto lo scibile del tempo, preservandolo da una possibile dissoluzione indotta dalla disgregazione socio-politica dell’Occidente. Questa enorme opera di salvaguardia del patrimonio culturale del passato, però, viene descritta quale carenza o limitazione del pensiero nella sua originalità di autore.

Riunì, inoltre, diversi concili provinciali tra i quali si ricorda in particolare quello del 633, ossia il quarto Concilio nazionale di Toledo. Si occupò di uniformare, a discapito dei priscillanisti, le formule liturgiche della regione spagnola. Fu denominato “doctor egregius”. San Isidoro è menzionato anche nella Divina Commedia.

San Isidoro scrisse molto, su vari argomenti, opere di carattere culturale e dottrinario di scienza, storia, teologia, morale ed esegesi biblica. Le sue opere furono elencate da San Braulio di Saragozza e Ildefonso di Toledo. La sua opera principale resta l’Etymologiarum sive Originum libri XX, che egli mandò a San Braulio, cui si deve la divisione in 20 libri.

San Isidoro, morì a Siviglia il 4 aprile 636. Papa Giovanni Paolo II lo ha designato nel 2002 patrono di Internet, essendo stato l’autore della prima enciclopedia mai scritta.