San-Leandro

La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di San Leandro di Siviglia

San Leandro, di antica e influente famiglia romana di Cartagena, resta orfano del padre Saveriano quando era ancora giovane. Primo di cinque figli, deve occuparsi dei suoi fratelli che diventeranno tutti religiosi e santi. 

San Leandro diventa monaco benedettino ed è nominato vescovo di Siviglia intorno al 577-578.

Nella Spagna dell’epoca erano al potere i Visigoti che erano in maggioranza ariani. I Visigoti, entrati in Spagna in seguito al crollo dell’Impero Romano d’Occidente, combatterono contro le resistenze locali. Il tutto avvenne sotto il regno del re Leovigildo che morì nel 586.

Il suo grande regno era diviso tra gli spagnoli cattolici e i visigoti ariani, contrari alla dottrina cattolica. Leovigildo volle creare un’unità religiosa, ovviamente con l’arianesimo. Voleva che tutti dicessero “Gloria Patri per Filium in Spiritu Sancto”, al posto del “Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto” che pronunciavano i cattolici.

Ma Leandro, allora monaco, con la sua costante predicazione cattolica, ottenne molte conversioni tra cui anche quella di Ermenegildo, proprio il figlio di Leovigildo. Ermenegildo, a capo di una ribellione contro il padre, venne sconfitto e condannato a morte.

Re Leovigildo, attento alla politica, nel febbraio 587, si convertì ufficialmente al cattolicesimo. facendo tornare in patria gli espulsi tra cui Leandro, che venne nominato vescovo di Siviglia.

Quando muore Leovigildo salì al trono Recaredo e in Spagna iniziò una fase nuova. San Leandro nel 589 convocò il Concilio di Toledo in cui sancì il passaggio del re Recaredo e di tutti i visigoti al cattolicesimo. Si avviò il processo di unità religiosa in Spagna, favorito dal vescovo Leandro e poi da suo fratello Isidoro.

San Leandro continuò l’amicizia epistolare, fino alla morte, con papa Gregorio Magno, che purtroppo è poi andata quasi tutta persa.