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La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di San Leone

San Leone visse nella prima metà del secolo V, che vide il dissolvimento dell’impero dei Cesari, e gli effetti del Pontificato cattolico, ed avviò l’Europa alla civiltà cristiana.

Nato in Toscana, ma educato nella città eterna, rivelò fin da principio un ingegno non comune, che applicava con tutto il vigore alla scienza sacra. Per l’alta dottrina che ben presto raggiunse e per il suo zelo, fu caro al Papa San Celestino I, che lo creò arcidiacono.

Esplicò la sua attività in tutti i campi: attese instancabilmente all’istruzione del popolo e alla santificazione del clero che formarono le sue maggiori preoccupazioni. Nel frattempo, col concorso di ricche e pie persone costruì molte chiese.  

Leone si prese pure la cura materiale dell’Italia e di Roma. Quando l’imperatore e l’esercito, impotenti a frenare le orde del Flagello di Dio, Attila, fuggivano impauriti, il santo Pontefice, fidente nell’aiuto di Dio, si recò sulle rive del Mincio e fece retrocedere il fiero conquistatore. Poco dopo risparmiò pure Roma dalla totale distruzione minacciata dal vandalo Generico.

Questa forza morale per cui Leone s’imponeva perfino agli imperatori più crudeli, era l’effetto della sua umiltà, della sua carità e della sua dolcezza, che lo facevano amare e rispettare non solo dal popolo, ma dai principi e dagli imperatori, dai barbari e persino dagli stessi eretici.     

Dopo un pontificato glorioso di ben 21 anni, nel 461 andava a ricevere il premio da quel Dio che aveva tanto amato e glorificato.