San-Ludovico-d’Angiò

La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di San Ludovico d’Angiò

San Ludovico d’Angiò nacque a Brignoles nel febbraio del 1274 e trascorse l’infanzia a Napoli e in Provenza. Dal settembre 1288 all’ottobre 1295 fu trattenuto come ostaggio in Aragona, insieme con i fratelli minori Roberto e Raimondo Berengario, al posto di suo padre, fatto prigioniero al largo di Napoli nel 1284 dalla flotta di Alfonso III d’Aragona comandata da Ruggero di Lauria.

Nel corso della cattività Ludovico risedette in diversi castelli della Catalogna (Moncada, Ciurana, Barcellona) e fu in contatto con il grande teologo francescano Pietro di Giovanni Olivi.  

Già in quell’epoca Ludovico subiva l’influenza della sua cerchia formata da francescani provenzali, in particolare di François Brun e di Pierre Scarrier, quest’ultimo incaricato della sua formazione culturale e spirituale. Fu allora che fece segretamente il voto di entrare nell’Ordine dei frati minori.

Nell’ottobre 1294 gli fu assegnata da Papa Celestino V l’amministrazione dell’arcidiocesi di Lione. Come tutte le decisioni del “papa angelico”, anche questa nomina fu cassata nell’aprile 1295 dal suo successore, Bonifacio VIII.

La morte di Carlo Martello nell’agosto 1295, suo fratello maggiore e principe di Salerno, fece di Ludovico l’erede al trono. Una volta liberato vi rinunciò nel gennaio-febbraio 1296 in favore di Roberto, terzogenito di Carlo II.

Già ordinato suddiacono da papa Bonifacio VIII nel Natale 1295, Ludovico ricevette in seguito il diaconato e fu quindi ordinato sacerdote dall’arcivescovo Filippo Capece Minutolo il 19 maggio 1296 a Napoli, dove risedette diversi mesi al Castel dell’Ovo insieme con la sua famiglia.

In seguito a una negoziazione con Carlo II e il pontefice, fu nominato vescovo di Tolosa. Incarico che accettò a condizione di poter indossare l’abito francescano, come fece in segreto il 24 dicembre 1296 nella chiesa del convento romano di Santa Maria in Aracoeli, prima di essere consacrato vescovo da Bonifacio VIII.
Il 5 febbraio 1297 compì pubblicamente la vestizione con grande disappunto di Carlo II.

Lasciata l’Italia, si recò dapprima a Parigi dove trascorse la settimana santa e dove si intrattenne con i teologi francescani dell’Università. Poi raggiunse Tolosa e lì prese possesso della cattedra vescovile nel mese di maggio, dopo aver compiuto il solenne ingresso in città; ma non rimase abbastanza nella sua diocesi per imprimervi una traccia determinante.

Dopo poche settimane, lasciò Tolosa per la Catalogna al fine di pacificare il conte di Foix e il re Giacomo II d’Aragona, nonché per incontrare sua sorella Bianca, sposa di quest’ultimo; fu in quell’occasione che, il 15 luglio 1297, consacrò la nuova chiesa francescana di Barcellona.

Dalla città catalana Ludovico si diresse verso Roma, dove aveva intenzione di presentare al Papa le dimissioni dal suo incarico vescovile, che riteneva in contrasto con la sua vocazione religiosa. Il 28 luglio era a Tarascona, dove predicò davanti al capitolo provinciale dei domenicani. Indebolito da una malattia, Ludovico si fermò nel natio castello di Brignoles e lì morì il 19 agosto 1297, all’età di 23 anni.

Poco prima aveva dettato il testamento, affidandone l’esecuzione a Raymond Geoffroy, un tempo ministro generale dei frati minori, che Bonifacio VIII aveva costretto alle dimissioni nel 1295.

Il suo corpo fu traslato a Marsiglia e sepolto nella chiesa francescana della città, dove furono ben presto segnalati miracoli a lui attribuiti, annotati in un Liber miraculorum redatto dal guardiano della tomba.