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La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di San Martino I

San Martino nacque a Todi nell’Umbria e studiò a Roma, ove si rese celebre per il suo sapere non meno che per le sue rare doti e virtù. Era appena stato consacrato sacerdote quando Papa Teodoro lo mandò come nunzio a Costantinopoli per tentare il richiamo dei Monoteliti all’unità della fede. Ma morto pochi anni dopo il Papa, Martino fu richiamato a Roma a succedergli.   

Da molti anni durava la controversia tra Santa Sede da una parte e Imperatore bizantino, spalleggiato dal patriarca di Costantinopoli, dall’altra sul problema delle volontà di Cristo (conflitto sul monotelismo). Uno dei primi atti ufficiali di Martino fu convocare il primo concilio Lateranense, per contrastare l’eresia monotelita. I 150 vescovi convenuti condannarono il documento promulgato dall’imperatore Eraclio I con il quale si approvava il monotelismo.

Martino fu molto energico nella pubblicazione dei decreti del sinodo laterano in un’enciclica, ma Costante aveva già replicato inviando l’esarca Olimpio a Roma con l’ordine di arrestare il papa e condurlo a Costantinopoli. Giunto a Costantinopoli, dopo lungo e doloroso viaggio, fra privazioni e crudeli trattamenti, il santo Pontefice provò con infrangibili ragioni la sua innocenza: ma invano.

Costante tentò di costringerlo a sottoscrivere gli editti già condannati, ma il Papa disprezzando la minaccia, l’esilio e la morte stessa, rispose: “Non possumus”. Martino fu dai magistrati vilmente spogliato delle insegne pontificie, incatenato ed esposto all’infamia per le vie della città. Fu poi messo in prigione, finché venne deportato definitivamente in Crimea.

Il Signore esaudì la preghiera del Santo pontefice, che morì martire del dovere per la difesa della giustizia e della verità. Il suo corpo venne sepolto nella basilica di Santa Maria ad Blachernas. In seguito la salma fu traslata a Roma nella chiesa di San Martino ai Monti.