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La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di San Metodio

San Metodio nacque in Sicilia e aveva ricevuto un’ottima educazione a Siracusa. Si recò a Costantinopoli per assicurarsi un posto a corte, ma sotto l’influenza di un monaco entrò nel monastero di Chenolacco. Più tardi egli stesso fondò un monastero a Chio, sul mar Egeo, dal quale fu chiamato a Costantinopoli dal patriarca Niceforo.    

Durante l’impero di Leone V, riprese vigore la persecuzione iconoclasta. Nell’815 si recò a Roma presso il Papa Pasquale I forse inviato dal deposto patriarca Niceforo I per informare il Papa sugli avvenimenti, rimase a Roma fino alla morte di Leone.

l Papa inviò poi una lettera al nuovo imperatore, Michele II, detto il balbuziente, chiedendogli di reinsediare Metodio, legittimo patriarca di Costantinopoli. Nella città, però, infuriava ancora la controversia e al suo arrivo venne accusato di aver forzato la mano al Pontefice, perorando la causa dell’iconodulia: venne allora imprigionato per circa nove anni in condizioni disumane, fino alla morte dell’imperatore.

Le condizioni in cui fu costretto a vivere erano spaventose: venne forse rinchiuso in una grotta o in una tomba con due compagni, accusati di furto. Quando uno dei due morì fu lasciato imputridire nella cella. Quando fu infine scarcerato era difficile riconoscerlo, ridotto a uno scheletro, calvo, pallido per gli anni trascorsi nelle tenebre, vestito di sudici cenci.

Avendo anche rimproverato il figlio e successore di quest’ultimo, Teofilo, fu sottoposto ad ulteriori sevizie. Alla morte dell’imperatore Teofilo, nel 842, la reggente Teodora, reintrodusse la venerazione delle immagini, depose il patriarca iconoclasta e fece eleggere Metodio al suo posto.

San Metodio morì a Costantinopoli il 14 giugno 847.