San-Nestore

La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di San Nestore di Magydos

San Nestore di Magydos è stato un vescovo dell’Asia Minore, martirizzato durante la breve ma crudele persecuzione dell’imperatore Decio. Al tempo dell’episcopato di Nestore, l’imperatore Decio emanò un editto imperiale, che obbligava tutti i cristiani ad abiurare la loro fede agli dei pagani.

Il prefetto inviò dunque i suoi cavalieri in tutta la provincia, con l’incarico di scovare i Cristiani e di costringerli a sacrificare agli idoli. Nestore, si preoccupò di mettere in salvo la comunità cristiana all’infuori della sua città, e, raccoltosi in preghiera nella sua casa, attese l’arrivo dei soldati.

Una volta giunti, il vescovo si consegnò loro volontariamente e li seguì con sottomissione, senza aver timore della sua sorte. Venne inizialmente condotto davanti al senato e al giudice del tribunale locale; dopo un interrogatorio, incurante delle minacce, il santo rifiutò di obbedire all’editto imperiale e di sacrificare incenso agli dèi.

Mentre egli veniva trasferito poi a Perge, in cui risiedeva il preside della provincia, la terra venne scossa da un terremoto; nella città, Nestore fu presentato all’adiutor Urbano e nuovamente invitato ad abiurare. Al suo nuovo rifiuto, venne sottoposto a lunghe torture. Infine fu condannato dallo stesso prefetto alla crocifissione, perché, come afferma il Martirologio Romano, “lui che aveva confessato il Crocifisso subisse il medesimo supplizio.

Ma egli, per la sua generosità e operosità, per la saggezza e la giustizia, era ammirato e rispettato da tutti, pagani compresi. Nei suoi confronti, anche i persecutori non furono quelle belve assetate di sangue come spesso vengono dipinte. Lo trattarono con rispetto e deferenza, con lealtà e quasi con soggezione.

San Nestore venne crocifisso nell’ultimo anno della persecuzione di Decio, nel 250. Altre fonti sostengono nel 251, e sotto il suo patibolo si radunò subito una grande folla di fedeli.