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La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di San Onofrio

Di San Onofrio ci parla Pafnuzio, vescovo di una regione dell’antico Egitto nel IV secolo. Nel suo libro “La vita” racconta di come lui stesso, quando era ancora monaco si era recato alla ricerca degli anacoreti del deserto egiziano.

Durante il suo peregrinare ecco che fece l’incontro con quest’uomo dall’aspetto terribile per via dei lunghi capelli che coprivano il corpo completamente nudo. L’eremita Onofrio viveva nel deserto da più di 60 anni in assoluta solitudine. Si cibava solo di erbe e trovando riparo in una caverna.

La leggenda vuole che San Onofrio, fosse figlio di un re persiano. Ma accusato di essere nato da una relazione adulterina sarebbe stato segnato fin dall’infanzia. Ancora giovane si ritirò in un convento di monaci nella regione della tebaide in Egitto.

Desideroso di una vita più ascetica, abbandonò il convento per vivere da eremita nel deserto circostante dove trascorse il resto della sua vita in preghiera. San Onofrio, racconta Pafnuzio, trascorse la sua vita assistito e confortato da un angelo che provvedeva anche ad assicurargli la Santa Comunione tutte le domeniche.

Pafnuzio riportò la sua esperienza nel libro La Vita che ebbe larga diffusione in Oriente dando l’avvio al culto di San Onofrio. La storia del santo si diffusero prima in Egitto e da lì a tutto l’Oriente greco fino a Roma. dove esiste una chiesa a lui dedicata.  

Come  il culto di Sant’Onofrio sia pervenuto a Palermo rimane alquanto incerto. Certamente le diverse dominazioni, arabo, bizantine avranno contribuito non poco se pensiamo che esiste una immagine del santo tra i mosaici del duomo di Monreale.

San Onofrio è, assieme a Santa Rosalia e Benedetto il Moro, uno dei patroni della città di Palermo, nella quale è ritenuto, assieme a Sant’Antonio da Padova e San Graziano di Tours, protettore di chi cerca oggetti smarriti, nonché delle donne che cercano marito e degli studenti che hanno problemi di studio.