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La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di San Ottavio

Sulla vita di San Ottavio non ci sono molti documenti. Tra le prime testimonianze che si hanno di lui c’è quella del primo vescovo di Torino, San Massimo. Nel lontano IV secolo, in un sermone, fa riferimento appunto a San Ottavio. Alcuni sostengono che fosse torinese e che appartenesse alla Legione Tebea ossia la legione romana brutalmente decimata per ordine dell’imperatore Massimiano.

L’eccidio avvenne in Svizzera, ma non tutti furono trucidati. Pare che alcuni soldati fossero riusciti a scampare allo sterminio e da lì ebbe inizio la loro lunga e importante opera di evangelizzazione che li portò a Torino. E’ così che si spiegherebbe la presenza del santo in quelle zone. Altre fonti attestano che San Ottavio sia stato raggiunto nei pressi della Dora Riparia da un manipolo di soldati fedeli all’imperatore Massimiano e da essi orribilmente trucidato. 

La vicenda del santo è sempre legata strettamente a quella di Avventore e Solutore. Ed è infatti ai tre Protomartiri che il Martirologio dedica la giornata del 20 novembre, nella ricorrenza della loro morte avvenuta prematuramente e tragicamente. Particolarmente legata alle vicende dei tre santi è anche l’Archidiocesi di Torino. Alcuni antichi codici del capoluogo piemontese raffigurano infatti i tre Santi Martiri recanti tutte le insegne e i vessilli dei martiri tebei.

Oltre che a Torino, San Ottavio è celebrato anche in altre città d’Italia: a Modugno, in provincia di Bari, ad esempio, si celebra il Santo con una colorata festa. Ma anche a Roma è giorno di festa: nella borgata Ottavia l’intero quartiere si veste a festa.