San-Palmerio

La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di San Palmerio

San Palmerio sardo di nascita, forse della provincia attuale di Oristano, era di stirpe nobile e un militare della guarnigione. Al tempo dell’imperatore Diocleziano (243-313) Palmerio si convertì al cristianesimo, diventando un neofita e propagatore della fede. 

Scoperto venne esiliato nel nord della Sardegna, verso l’odierna Villanova Monteleone (Sassari), vicino alla sede del giudice di Torres. Qui dopo aver ricevuto il Battesimo, si mise a condurre una vita eremitica. Infine venne accusato davanti ad un tribunale romano e dopo essere stato flagellato, fu ucciso verso il 303.

Il nome Palmerio martire e la relativa venerazione come santo, appare per la prima volta intorno al 1140 in una raccolta di “conti”. Essa ricorda il paese sardo di “Gilarci”, l’attuale Ghilarza (Oristano) e la fattoria giudicale dedicata a “Santa Paramini“, nome popolare con cui Palmerio è ricordato. 

Si racconta che l’antica cappella padronale, fu sostituita tra il 1200 e il 1225 da una chiesa romanica. Poi il 30 maggio 1390 il vescovo Giovanni Loro consacrò l’altare di una chiesa di Ghilarza dedicata Palmerio. 
Questa invocazione iscritta in pergamena, fu effettivamente ritrovata nell’altare il 29 dicembre 1887 e tuttora si conserva. Intanto l’8 luglio 1750 durante dei lavori si scoprì la tomba di San Palmerio all’interno della chiesa.

Questo diede spunto alla prima redazione delle lodi sacre dialettali (Gosos), in cui è descritto ciò che fu trovato nella tomba. Uno scheletro, una fiala con sangue raggrumato, un panno intriso di sangue, una palma d’argento ed una pietra con inciso questa scritta “Palmerius in pace”.

San Palmerio è il santo patrono di Ghilarza, come pure il vicino paese di Bortigali (Nuoro) gli ha dedicato la chiesa parrocchiale da tempo remoto.