San-Pammachio

La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di San Pammachio

San Pammachio era un cittadino romano, membro della casa dei Furii, un senatore di grande cultura. Vi è chi sostiene che fosse un sacerdote, ma non vi sono prove chiare che lo testimoniano.

Era amico di San Girolamo, con cui aveva studiato da giovane e con il quale era sempre rimasto in contatto. Nel 385 sposò Paolina, la secondogenita di Santa Paola, un’altra grande amica di Girolamo.

San Pammachio fu probabilmente tra coloro che denunciarono Gioviniano a papa San Siricio. Gioviniano sosteneva diverse eresie, tra cui l’idea che tutte le colpe e le loro pene sono uguali.

San Pammachio sicuramente inviò delle copie degli scritti di Gioviniano a Girolamo, che li confutò in un lungo trattato. San Pammachio scrisse a Girolamo per dirgli che trovava il suo linguaggio troppo forte, ed eccessivo l’elogio della verginità e il disprezzo del matrimonio.

Girolamo gli rispose con due lettere, ringraziandolo per le osservazioni ma difendendo le sue posizioni. Gioviniano fu condannato in un sinodo a Roma e da Sant’Ambrogio a Milano. Non si sentì più parlare di lui eccetto per uno scritto di Girolamo dove viene detto che aveva “vomitato più che esalato l’anima tra fagiani e porci”.

San Pammachio dedicò il resto della sua vita allo studio e alle opere di carità per ciechi, storpi e poveri. Insieme a Santa Fabiola costruì un grande ospizio per pellegrini a Porto, per accogliere in particolare i poveri e i malati che arrivavano a Roma.

Questo, conosciuto come lo Xenodochium, fu la prima istituzione di questo tipo, lodata molto anche da Girolamo. Pammachio e Fabiola trascorsero molto tempo prendendosi cura dei loro ospiti. 

Scrisse alla gente del suo ceto sociale in Numidia esortandoli ad abbandonare lo scisma donatista e ritornare all’ortodossia, ricevendo una lettera di ringraziamento da Sant’Agostino (28 ago.) da lppona nel 401.

San Pammachio aveva una cappella nella sua casa sul colle Celio. Sul luogo del titulus Pammachii sorge oggi la chiesa dei SS. Giovanni e Paolo, sotto la quale sono stati trovati i resti della casa del santo. Morì nel 410, all’epoca in cui Alarico e i goti occuparono Roma.