La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di San Pardo

Le notizie sulla vita di San Pardo sono discordanti. A Lucera, infatti, la sua esistenza viene posta nel III secolo e per il vescovo Tria sarebbe morto verso il 265 d.C. circa; ma questa data non è supportata da alcuna fonte che la confermi, ed è una mera supposizione dell’autore.  Nella più antica ed anonima “Vita brevior” la sua esistenza non è collocabile nel tempo, ma si può solo dedurre che il santo visse e morì prima dell’arrivo in Italia di Costante II.

Resta attualmente difficile collocare cronologicamente la sua parabola terrena. Secondo le “Vite“, San Pardo era vescovo di un’anonima città del Peloponneso, vecchietto canuto, con una folta barba bianca, al quale mancava un pollice. ”Venuto in odio ai malvagi, fu da essi costretto ad andarsene in esilio”. Lasciò con alcuni chierici la sua chiesa del Peloponneso e, peregrinando, si recò a Roma, presso il Papa.

La storia prosegue con il suo trasferimento a Lucera. Secondo la “Vita prolixior“, a Roma fu raggiunto da alcuni suoi concittadini, che supplicandolo tentarono di convincerlo a ritornare alla sua sede; ma egli, già in età avanzata e di salute malferma, non esaudì le loro richieste, e su consiglio del Papa concesse loro la possibilità di eleggere un nuovo vescovo. Ottenuta dal Papa la facoltà di ritirarsi in un luogo della Puglia, accompagnato dai suoi chierici raggiunse un luogo nei pressi di Lucera.

Giunto a Lucera, avrebbe fatto edificare due chiese: la tradizione locale pretende che siano l’una quella dedicata a San Giacomo Maggiore Apostolo; l’altra sarebbe l’antica cappella di Santa Maria della Spiga, edificata probabilmente sui resti di un tempio romano, a nord del centro storico. Rimasto per molti anni a condurre una vita di penitenza e preghiera, si sarebbe spento il 17 ottobre di un anno imprecisato nella sua piccola cella.