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La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di San Parisio

San Parisio è uno dei santi più longevi che si conoscano, visse ben 108 anni. Essendo del XIV secolo, fu senz’altro un primato, San Parisio nacque probabilmente nel 1151 a Bologna; appartenne alla famiglia ‘Parigi’ che donò alla città nel corso del tempo, diversi illustri cittadini.

Verso i dodici anni, vestì l’abito dei camaldolesi nel monastero dei Santi Cosma e Damiano, detto anche di San Michele. Visse nel monastero bolognese per 24 anni conducendo una vita esemplare. Il priore generale dei Camaldolesi, lo destinò quale direttore e confessore al monastero femminile camaldolese di Santa Cristina, presso Treviso; da diversi anni in preda a delle crisi organizzative e di identità.    

Era il 1187, ed aveva 36 anni quando gli fu affidato quel delicato compito; rimarrà lontano dalla sua Bologna per 80 anni, fino alla sua morte. Si dedicò umile e nascosto al suo compito, e nel contempo alla cura degli ammalati e dei pellegrini dell’Ospizio di Ognissanti, annesso al monastero. Era praticamente distaccato dalle pratiche religiose della comunità di origine. Ma restò fedele a tutte le regole, adempimenti religiosi e penitenze, del suo Ordine Camaldolese, fondato da s. Romualdo nel 1012 ca.    

Fedeltà che mise in pratica anche durante le lunghe malattie e nella vecchiaia molto avanzata, nonostante che il vescovo Alberto Ricco lo avesse dispensato. Sotto la sua direzione e guida spirituale, il monastero di Santa Cristina di Treviso, acquistò fama di santità diffusa. Nel 1196 alcune devote persone, vollero erigere un altro monastero femminile camaldolese a Bologna, dedicato a Santa Maria di Betlemme. Proposero, sotto la guida della badessa di Santa Cristina di Treviso, la direzione spirituale a padre Parisio.

Lo stesso Parisio, 18 anni dopo, quando giudicò che il nuovo monastero poteva gestirsi da solo, ne favorì il distacco nel 1214; visse santamente, formando alla vita religiosa, generazioni di suore camaldolesi e morì a 108 anni l’11 giugno 1267. Appena un mese dopo, nel luglio 1267, ebbe inizio il processo diocesano che si concluse con la canonizzazione vescovile del 25 novembre 1268, ad opera del vescovo di Treviso Alberto Ricco. 

La città di Treviso portò sempre devozione per San Parisio. Il podestà con gli anziani della città, si recavano nel giorno della sua festa, ad assistere alla celebrazione della Santa Messa sulla tomba del santo.  Il suo nome sarà preso anche dal nuovo monastero, costruito a seguito della distruzione del vecchio, avvenuta nel 1355.