San-Pelagio

La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di San Pelagio di Laodicea

San Pelagio era originario della Siria, si sposò molto giovane, ma, nello stesso giorno delle nozze, ottenne dalla sposa il consenso ad una vita di perfetta castità. Di fronte all’esempio di virtù che essi offrivano ai cristiani di Laodícea, oggi Lataquieli, in Siria, costoro lo scelsero, nel 360, quale vescovo della città ed egli ricevette dalle mani di Acacio di Cesarea di Palestina la consacrazione episcopale.

Nel 363 assistette al concilio di Antiochia, dove fu ardente difensore della fede nicena contro gli Ariani e firmò la professione di fede in cui era incluso il termine “consustanziale”. Partecipò anche al sinodi Tiana (367).

L’imperatore Valente, avendo aderito all’eresia ariana, privò i vescovi ortodossi delle loro sedi e San Pelagio, compreso nel loro numero, venne esiliato in Arabia.

Nel 378, dopo la morte di Valente, salí al trono imperiale Graziano e San Pelagio poté rientrare in possesso della sua carica aderendo al partito di Melezio di Antiochia.

Successivamente si schierò tra i vescovi favorevoli all’elezione in Costantinopoli di San Gregorio di Nazianzo.  Nel 381, infine, lo ritroviamo al secondo concilio ecumenico di Costantinopoli.

Si ignora la data della sua morte. Non pare che la Chiesa bizantina abbia mai reso un culto particolare a Pelagio. Anche in Occidente, il santo vescovo è rimasto ignoto alle liste dei martirologi storici; si dovette attendere C. Baronio perché la sua memoria fosse introdotta nel Martirologio Romano alla data, arbitrariamente scelta, del 25 marzo.