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La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di San Quirino

Si sa poco della vita di San Quirino. Si ipotizza si tratti del vescovo di Siscia, in Croazia, incarcerato nel 309 durante le persecuzioni di Diocleziano. Era riuscito a convertire il carceriere prima di essere martirizzato.

San Quirino vescovo, nell’anno 309 durante la persecuzione di Diocleziano fu arrestato dal preside Massimo e indotto a sacrificare agli dei, come prescriveva l’editto imperiale. Si rifiutò decisamente e pertanto fu frustato e chiuso in carcere, dove poté convertire il custode Marcello.       

Trascorsi tre giorni, fu condotto dal preside della Pannonia Amanzio, il quale dopo averlo inutilmente sollecitato ad ubbidire, lo fece gettare nel fiume Sava con una pietra legata al collo.

I cristiani ne raccolsero il corpo e lo seppellirono a Savaria nei pressi del luogo del martirio. Verso l’inizio del V secolo il corpo di San Quirino fu trasferito a Roma e deposto in un mausoleo noto come Platonia, dietro l’abside della basilica di San Sebastiano sulla via Appia.

Le reliquie di San Quirino sono state donate dal beato Cardinale Alfredo Ildefonso Schuster nel febbraio 1933 all’allora Collegiata San Giuseppe in Seregno, oggi Basilica Romana Minore, dove San Quirino è tutt’oggi venerato presso l’altare del Santo Crocifisso. Nella settimana della sua festa esposto alla devozione dei fedeli.     

Nome molto usato fra i romani, divenuto soprannome di Romolo fondatore di Roma, elevato a divinità.      

Vari Santi martiri per lo più romani o laziali ne portarono il nome.    
Il nome designava originariamente i Sabini, Quirites e quindi il popolo romano nel suo complesso.